L’ex premier Sharif torna in patria: arrestato ed espulso
Dopo 7 anni di esilio, rientra ad Islamabad soltanto per poche ore il leader della Lega musulmana del Pakistan, cacciato dopo il colpo di Stato del 1999. Accusato di riciclaggio di denaro sporco e corruzione, Sharif è stato arrestato ed espulso, probabilmente in Arabia Saudita. Scontri fra i suoi sostenitori e la polizia ad Islamabad, Rawalpindi ed Attok.
Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – La polizia pakistana ha arrestato poche ore fa l’ex primo ministro Nawaz Sharif, rientrato nel Paese dopo 7 anni di esilio. Al momento, il governo si sta preparando per espellerlo, quasi certamente in Arabia Saudita.  
 
Non appena è atterrato all’aeroporto di Islamabad, le forze dell’ordine fedeli al presidente Musharraf lo hanno accusato di riciclaggio di denaro sporco e corruzione. Nel frattempo, continuano gli scontri fra i sostenitori di Sharif e gli agenti di diverse città pakistane.
 
Sharif, leader della Lega musulmana del Pakistan, è stato più volte primo ministro fino al colpo di Stato del 1999, condotto dal generale Musharraf. Richiamato in patria da una sentenza della Corte Suprema, ha confermato la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 15 ottobre.
 
Sull’aeroplano che doveva riportarlo a casa, Sharif ha detto: “Il mio rientro è necessario e giusto. La mia candidatura è inevitabile, perché si tratta di far vincere la democrazia contro la dittatura”. Nonostante l’aeroporto di Islamabad fosse stato chiuso al traffico, la polizia ha dovuto contenere le migliaia di persone che vi si sono radunate per salutare il rientro del politico. Dopo poco tempo, tuttavia, si sono verificati i primi scontri violenti.
 
La stessa scena si è ripetuta a Rawalpindi e ad Attok: qui gli agenti hanno persino sparato in aria per disperdere i manifestanti, che li accusano di brutalità. Quasi tutta la dirigenza della Lega musulmana è stata arrestata per “disturbo alla quiete pubblica”.