Studentesse cattoliche costrette ad indossare il velo islamico
di Mathias Hariyadi
Succede nelle scuole pubbliche della provincia di Nord Sumatra. Lo denuncia una famiglia cristiana, le cui figlie “non hanno altra scelta” se non vestire secondo il costume islamico. Questo è imposto da alcune normative locali ispirate alla sharia, che però riguarderebbero solo i cittadini musulmani.
Jakarta (AsiaNews) – Le sempre più numerose leggi locali ispirate alla sharia (perda syariat) ,  minacciano la libertà religiosa dei non musulmani, costretti ad adattarsi al costume islamico senza possibilità di scelta. Da tempo il problema è stato sollevato da leader religiosi come pure da autorità politiche, ma al momento nessuna iniziativa concreta è stata adottata.
Preoccupa l’ultimo episodio denunciato da una famiglia cattolica di Padang, provincia di Nord Sumatra: Stefanus Prayog Ismu Rahardi ha 3 figlie, di cui 2  frequentano scuole statali; di recente gli insegnanti hanno chiesto alle ragazze di indossare l’jilbab (parola indonesiana per indicare il velo islamico, ndr). “È la prima volta che succede – riferisce l’uomo- e le mie figlie sono spaventate, io ho cercato di fare vedere loro il velo semplicemente come un accessorio in più da indossare, ma capiscono chiaramente che il problema va ben oltre l’estetica, percepiscono di trovarsi in un clima ostile alla loro religione”.
 
Il caso non è isolato in questa provincia a stragrande maggioranza musulmana. Qui dal 2002 più di 19 distretti hanno varato le cosiddette perda syariat, normative che andrebbero, però, applicate ai soli cittadini musulmani. Una studentessa cattolica della scuola pubblica SMU Negeri II - distretto di Pesisir Selatan - racconta che dal 2005 anche questo istituto ha introdotto l’obbligo del velo e lei di fatto ha dovuto adattarsi. “Gli insegnanti facevano pressioni, perché anche io mi adeguassi - dice - e ora la gente che mi vede per strada pensa che mi sia convertita all’islam”.
 
Boniface Bakti Siregar, cattolico all’interno del ministero Affari religiosi a Padang, denuncia che le perda syariat hanno un forte impatto psicologico, soprattutto sugli studenti non musulmani nei distretti lontani dalla città.: “Questi non hanno altra possibilità che frequentare scuole statali dato che quelle cristiane si trovano molto distanti”.
In seguito all'entrata in vigore dell'autonomia regionale, 22 reggenze e municipalità in Indonesia hanno adottato leggi ispirate alla sharia: alcune criminalizzano comportamenti proibiti dalla legge islamica come adulterio, prostituzione, gioco d'azzardo, alcolismo e restringono le libertà delle donne. Oltre 55 parlamentari l’anno scorso hanno sollevato il problema dell'incostituzionalità di queste norme, ma il ministro degli Interni ha rimandato ai singoli governatori il compito di giudicare. Nel Paese è comunque forte la corrente di intellettuali e leader religiosi musulmani impegnati nel contenere la crescita di fanatismo ed estremismo islamico.
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