Caritas per le giovani irachene: a scuola per fuggire lo sfruttamento
di Marta Allevato
A Damasco la Caritas siriana inaugura un nuovo programma che offrirà istruzione gratuita ad oltre 450 ragazze, senza distinzione di fede. Spesso, per difficoltà economiche e la mancanza di posti nelle scuole pubbliche, molte giovani profughe sono costrette a lavorare in condizione di sfruttamento, fino alla prostituzione. L’impegno per la crisi umanitaria degli iracheni in Siria.
Damasco (AsiaNews) – Le giovani irachene rifugiate a Damasco avranno presto una possibilità in più per ottenere un’adeguata istruzione, una speranza in più di salvarsi dalla facile trappola dello sfruttamento. La prossima settimana la Caritas siriana darà il via ad un nuovo programma indirizzato a tutte le ragazze, tra i 10 e i 18 anni, fuggite dall’Iraq. Si tratta degli “Education courses” che offrono lezioni di informatica, inglese e ripetizioni delle materie scolastiche ad oltre 450 studentesse, cristiane e musulmane.
 
I profughi iracheni in Siria superano probabilmente gli 1,4 milioni registrati dall’Alto commissariato Onu per le Nazioni Unite (Unhcr). Di questi l’80 per cento è concentrato nella capitale. Il sovraffollamento rende serio e urgente il problema dell’istruzione: gli ultimi arrivati non trovano posto nelle scuole pubbliche, dove ci sono classi di oltre 40 bambini; altri hanno difficoltà di apprendimento a causa del diversa pronuncia della lingua araba in Siria. “Per tutti la soluzione sarebbero insegnanti privati – raccontano alcuni genitori - ma i costi sono proibitivi per famiglie che riescono a malapena a pagare l’affitto”. Difficoltà economiche e impossibilità di accedere all’istruzione condannano molte ragazze a doversi guadagnare da vivere per contribuire all’economia familiare; il più delle volte, però, rischiando lo sfruttamento fino alla prostituzione.
 
Gli “Education courses” - spiega il coordinatore, Bassam al-Chahil, un siriano impegnato da anni per i profughi iracheni - "sono realizzati con il sostegno dell’Unicef e vedono le studentesse divise in due categorie: quelle che vanno a scuola, ma hanno problemi in alcune materie; e quelle che non possono permettersi un’istruzione”. Il programma si articola in cicli di sei settimane e in tutto l’anno le studentesse saranno oltre 450.  Per le lezioni la Caritas ha affittato alcune stanze nella cattedrale siro-cattolica nel quartiere di Bab Sharki, nella città vecchia.
 
Con il costo di 50mila dollari ogni sei mesi, gli “Education Courses” sono solo l’ultima delle iniziative della Caritas a Damasco per affrontare la crisi umanitaria che colpisce i profughi iracheni. La Caritas lavora sul territorio utilizzando i finanziamenti dell’Unhcr, a cui presenta regolarmente proposte e rapporti sulle necessità più urgenti. Dal 2004 è in piedi il programma per la distribuzione di aiuti che ogni anno riesce a fornire cibo, coperte vestiti e materiale igienico a oltre 150mila famiglie. L’altro programma fondamentale è quello medico-sanitario, per il quale la Caritas ha stipulato contratti con strutture private per la fornitura di assistenza gratuita agli iracheni registrati presso i suoi uffici. A Damasco finora hanno aderito un ospedale e due farmacie.
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