Dhakha progetta di togliere ogni influenza alle donne elette nei governi locali
Abolita la legge che prevedeva "quote rosa" del 40% dei seggi nei governi locali; ora si cerca di dare a quelle comunque elette una posizione “inferiore” agli eletti uomini. Anche se la Corte Suprema ha affermato il contrario.

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) – Dopo le violente proteste degli oltranzisti islamici, il governo ha “rivisto” la legge che prevede di riservare alle donne il 40% dei seggi nei governi locali. Questo decreto ha suscitato vaste proteste e il Comitato degli ulema (dotti islamici) il 17 aprile ha condannato la previsione come contraria al Corano e ne ha sollecitato una revisione. Il 24 aprile la richiesta è stata accolta, eliminando la riserva di seggi per le donne nei governi locali.

Intanto ci sono però già 14.500 donne elette in seggi riservati in vari organi locali. Ora una nuova proposta di legge prevede che, dopo l’elezione del parlamento locale, gli stessi parlamentari nominino un numero di donne pari a un terzo dei seggi. Ogni donna così eletta verrebbe a essere un “di più” rispetto al parlamento e a dividere la sua autorità con tre membri eletti dal popolo in via diretta, con grande rischio di essere emarginata e priva di influenza. Di fatto è una riaffermazione della posizione subordinata della donna nel Paese, giustificata con il richiamo a una lettura molto particolare del Corano e della Sunna.

Ma una pronuncia dell’Alta corte di giustizia ha riaffermato che le donne comunque elette debbono avere uguali poteri degli altri rappresentanti.

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