Terremoto nel Sichuan: oltre 10mila vittime, ancora irraggiungibile l’epicentro
Il governo cinese chiede ai soccorritori di raggiungere Wenchuan – epicentro del sisma – entro il mezzogiorno di oggi, ma uno dei primi soccorritori a raggiungere la zona parla di una landa desolata, che potrebbe nascondere migliaia di morti. La torcia olimpica cambia il tragitto per non passare dalla provincia devastata.
Pechino (AsiaNews) – Sono oltre 10mila le vittime accertate del disastroso terremoto che ha colpito ieri la Cina sudoccidentale, ma il numero è destinato a salire di molto: infatti, l’epicentro del disastro non è ancora stato raggiunto dai soccorsi.
 
La scossa, di magnitudo pari a 7.9 gradi della scala Richter, ha squassato in maniera particolare la provincia del Sichuan: i soccorritori, dice l’agenzia ufficiale Xinhua, “lavorano in maniera frenetica per aprire le strade alle ambulanze ed ai soldati dell’esercito di liberazione popolare, dispiegati nella zona per portare aiuti alla popolazione colpita”.
 
Il presidente Hu Jintao ed il primo ministro Wen Jiabao hanno lanciato ripetuti appelli alle forze impegnate sul campo: perdere un minuto, ha detto il premier, “significa uccidere qualcuno”. I soccorritori hanno ricevuto un ultimatum (mezzogiorno di oggi, ora locale) per raggiungere l’epicentro, localizzato nella zona di Wenchuan (a 92 km a nord est di Chengdu, capitale del Sichuan).
 
L’ultimatum è stato rispettato, ma uno dei primi paramilitari a raggiungere la contea a piedi si è detto “scettico” della possibilità di portare soccorsi massicci alla zona in tempi brevi. Parlando alla Xinhua, ha detto di aver trovato “una landa devastata, senza neanche un muro intatto. Potrebbero esserci migliaia di morti sotto le macerie, e le strade per arrivare qui sono del tutto fuori uso”.
 
Anche le province confinanti sono state colpite dal terremoto. Nel Gansu sarebbero morte almeno 300 persone, mentre si hanno notizie di feriti e crolli anche a Chongqing: qui, la maggior parte della popolazione ha passato la notte dormendo in macchina, per timore di nuovi crolli.
 
La scossa cambia i piani del Comitato olimpico di Pechino, che avrebbe voluto portare la torcia dei Giochi nel Sichuan dal 15 al 18 giugno. Zhang Zhaonan, portavoce del Bocog, conferma “cambiamenti” al percorso del simbolo olimpico “qualora i danni fossero troppo estesi”.