Una proposta di legge per riconoscere la poligamia
Le ragioni di chi la sostiene, anche donne, e di chi la ritiene “priva di senso”. La situazione in Asia centrale, dove il fenomeno non è sconosciuto e dove spesso basta scegliere la seconda giovane moglie in una famiglia povera e “compensare” i parenti.

Astana (AsiaNews/Agenzie) – Una proposta di legge per legalizzare la poligamia in Kazakistan. Nell’Asia centrale a maggioranza islamica il fenomeno è diffuso, ma le mogli ulteriori e i loro figli spesso non hanno diritti.

I sostenitori dicono che la norma rispetta il principio islamico che ammette fino a 4 mogli, se si è in grado di mantenerle e c’è il consenso delle attuali mogli, e che potrebbe anche migliorare la situazione demografica del Paese.  Nell’Asia centrale islamica la poligamia è stata diffusa per secoli e ancora in epoca sovietica molti uomini avevano più mogli, sebbene solo il primo matrimonio era considerato legale. Proposte analoghe sono state già presentate negli ultimi anni, ad esempio ad opera della Lega delle donne islamiche del Kazakistan, la cui leader, Amina Abdukarim Qyzy, spiega che questo “renderebbe felici molti uomini e donne”.

Esperti sostengono che nel meridione del Paese, dove è più forte la tradizione islamica, molti uomini hanno già più di una moglie. La poligamia non è più reato dal 1998, ma in caso di divorzio o di morte del marito, le mogli successive e i loro figli non hanno diritti.

Ma anche gli oppositori sono agguerriti. La deputata Bahyt Syzdykova definisce la proposta “priva di senso” e a maggio in una tavola rotonda televisiva ha provocatoriamente prospettato di approvare anche la poliandria, permettendo alla donna di sposare più uomini, nel rispetto della parità di diritti. Ha aggiunto che occorre, piuttosto, riconoscere maggiori diritti ai bambini nati fuori dal matrimonio.

Un’indagine del quotidiano Express K nel 2004 ha registrato che il 40% dei cittadini uomini è favorevole alla legalizzazione della poligamia, rispetto a un 73% di donne contrarie. Un altro 22% di donne la ammette solo se le mogli vivono in appartamenti separati e in uguali condizioni.

La questione è discussa anche negli altri Stati ex sovietici dell’Asia centrale, dove non è infrequente avere una seconda e terza moglie che però non hanno diritti. Molti osservano che oggi, in alcune zone, chi ha soldi prende una seconda o una terza giovane moglie da famiglie povere, semplicemente riconoscendo un corrispettivo economico ai parenti. Insistono che con la legalizzazione sarebbero riconosciuti i diritti delle mogli successive.

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