Card. Vidal: No a polemiche e scambi di accuse sul tifone Fengshen
di Santosh Digal
Ancora sconosciute le cause che hanno portato all’affondamento del traghetto Princess of the Stars: la compagnia navale cita in giudizio l’ente meteo, mentre i pescatori chiedono i danni per l’inquinamento del mare. Solo la Chiesa cattolica invita a una “seria riflessione per evitare il ripetersi di simili sciagure”.

Manila (AsiaNews) – “Incolparsi l’un l’altro non serve a niente: tutte le parti coinvolte, compreso il governo, devono lavorare insieme per chiarire le dinamiche della tragedia” e soprattutto fare in modo che “eventi di questa portata non si ripetano più”. Lo afferma in una nota ufficiale il card Ricardo Vidal, arcivescovo di Cebu, invitando ad abbassare i toni della polemica divampata all’indomani dell’affondamento del traghetto Princess of the Stars, colpito dal tifone Fengshen lo scorso 21 giugno e che ha causato la morte di oltre 800 persone. Secondo le ultime stime ufficiali, solo 59 persone sono sopravvissute riuscendo a raggiungere a nuoto la riva; al momento sono stati recuperati 259 cadaveri, mentre altri 500 sono ancora oggi dichiarati “dispersi”.

Il prelato ribadisce che “puntare il dito” serve solo ad acuire “tensioni e divisioni”, mentre sarebbe auspicabile, alla luce del tragico evento, una “revisione del codice nazionale di navigazione”. Egli invita tutte le parti in causa alla “sobrietà e all’oggettività, in modo che possa essere fatta piena luce sulla vicenda senza condizionamenti o pressioni”.

Mentre il card Vidal si appella al buon senso e alla concordia generale, non si placano le polemiche: il governo ha avviato un’inchiesta che dovrebbe, nel giro di due settimane, chiarire le cause della tragedia. Secondo alcune fonti, “l’instabilità” del mezzo è dovuta al mancato riempimento dei serbatoi di bordo, essenziali per mantenere la rotta durante la navigazione: le forti ondate causate dal tifone hanno quindi procurato il rovesciamento. Altri sottolineano invece il mancato fissaggio del carico a bordo del traghetto – per un volume totale di 23mila tonnellate – che, una volta colpito dalle onde, si sarebbe sparpagliato per tutta la stiva aumentando l’instabilità della nave.

Nel frattempo la compagnia navale proprietaria del traghetto, la Sulpicio Lines Inc., ha avviato una procedura legale nei confronti dell’agenzia meteo filippina, accusandola di “non aver avvertito della reale portata del tifone”: essa chiede un risarcimento danni di 98.200 dollari alla Pagasa (Philippines Atmospheric, Geophysical and Astronomal Services Administration), la società che cura le previsioni meteo nel Paese e preposta a lanciare l’allerta in caso di pericoli.

L’agenzia intergovernativa incaricata di valutare l’impatto ambientale causato dall’affondamento della  Princess of the Stars sottolinea infine che il carico tossico – si tratterebbe di endosulfano, ndr – contenuto nelle stive potrebbe fuoriuscire; i pescatori temono pesanti ripercussioni per le loro attività e chiedono anch’essi risarcimenti e sussidi.. Per ridurre al minimo i rischi, è in programma un’operazione che mira a rimuovere l’acqua e isolare il carico inquinante con un apposito gel che circondi interamente i bidoni contenenti il materiale tossico.

 

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