Convegno interreligioso a Madrid, voluto dal re saudita Abdallah
Partecipa anche il card. Tauran. L’incontro vuole esaltare il dialogo e la collaborazione fra le religioni nella società, migliorando l’immagine dell’Islam. Presenti anche buddisti, indù e sciiti. Attese per spiragli di libertà religiosa in Arabia saudita.

Madrid (AsiaNews) – Da oggi e fino al 18 luglio, si tiene a Madrid una Conferenza mondiale del dialogo, a cui partecipano almeno 200 esperti di diverse religioni. L’incontro è a cura della Lega islamica mondiale, un’istituzione con base alla Mecca - sostenuta dal re saudita Abdallah Bin Abdul Aziz Al Saud, che oggi ha aperto i lavori.

Da alcuni anni il re saudita spinge il mondo islamico a una maggiore apertura verso le altre religioni – compreso l’ebraismo - che contrasti con l’immagine chiusa e violenta generata nell’opinione pubblica mondiale dopo l’attacco delle Torri gemelle nel settembre 2001 e vari attentati terroristi attribuiti a persone musulmane.

Lo scorso novembre re Abdallah ha anche visitato papa Benedetto XVI e il Vaticano.

Gli esperti invitati  parleranno – a porte chiuse – sui temi del dialogo, della vita delle comunità umane, la collaborazione internazionale, i diritti umani, e le questioni di ecologia, sicurezza, pace, e convivenza nel mondo.

Fra gli invitati figura anche il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. All’Osservatore Romano, il card. Tauran ha definito il convegno una «coraggiosa iniziativa» del re Abdallah, che «risponde al desiderio espresso più volte dallo stesso Benedetto XVI».

Da sottolineare è che questo incontro di Madrid non si propone un dialogo su temi “religiosi”, ma la ricerca di basi comuni per collaborare al bene della società, fra cui vi è anche la lotta al terrorismo.

Fra i segnali di novità: la presenza a Madrid di sciiti e rappresentanti di religioni non abramitiche (buddisti, indù, ecc.) spesso disprezzati dall’islam wahabita diffuso in Arabia saudita.

La conferenza si concluderà con un comunicato. Vari osservatori sperano che l’incontro segni anche qualche spiraglio nella difesa della libertà religiosa proprio in Arabia saudita.  Nel regno dei Saud l’unica religione permessa è l’Islam. Le altre sono bandite e i fedeli sono perseguibili anche se praticano la loro fede in segreto.