La pace nel Nagorno-Karabakh condizione per coinvolgere l’Armenia nell’oleodotto Nabucco
Se l’Armenia sarà più “flessibile” e giungerà a un accordo con l’Azerbaigian, potrebbe essere coinvolta nell’oleodotto che l’Europa vuole costruire dal Mar Caspio all’Austria. Molto attiva la Turchia, interessata all’incremento dei commerci nel Caucaso meridionale.

Baku (AsiaNews/Agenzie) – Aumentano le speranze per un accordo entro il 2008 sulla regione del Nagorno-Karabakh, dopo l’incontro dei delegati di Turchia, Azerbaigian e Armenia a New York il 26 settembre. Anche se non ci sono risultati immediati, crescono le voci che Ankara e Baku offrano all’Armenia di partecipare all’oleodotto Nabucco, se sarà possibile chiudere il conflitto.

L’Armenia finora ha insistito per l’indipendenza della regione, abitata in prevalenza da popolazione armena. Invece nel novembre 2007 i mediatori tra i due Stati hanno proposto di mettere fine subito al conflitto e rinviare la scelta dello status della zona a un futuro referendum.

Elhan Shahinoglu, direttore del Centro di ricerche politiche Atlas, commenta all’agenzia Eurasianet che l’Azerbaigian può accettare che l’Armenia partecipi al Nabucco, se sarà “abbastanza flessibile” sul Karabakh. Ipotesi condivisa dall’analista turco Sinan Ogan che, a radio Voice of America il 19 settembre, subito dopo la visita lampo del vicepresidente Usa Dick Cheney a Baku, ha parlato di “serie ipotesi di coinvolgere l’Armenia nel progetto”: sebbene Turchia e Azerbaigian “all’inizio fossero contrari, ora la partecipazione dell’Armenia appare fattibile”.

Lo stesso presidente turco Abdullah Gul, seppure ripete che occorre che l’Armenia liberi al più presto i territori atzeri occupati dopo la guerra conclusa nel 1994, il 10 settembre ha detto che questo permetterebbe “anche una proficua cooperazione economica nella regione. Oleodotti e vie di comunicazione debbono coprire l’intero Caucaso”.

L’Unione europea sostiene l’oleodotto Nabucco, da Baku sul Mar Caspio attraverso la Georgia e la Turchia per inoltrarsi in Europa fino all’Austria, per trasportare energia dell’Asia centrale aggirando la Russia.

La situazione si è complicata dopo la guerra in Georgia e il raffreddamento dei rapporti tra Stati Uniti e Russia, entrambi molto interessati al futuro assetto del Caucaso meridionale. Esperti ritengono che Mosca non sia favorevole a una rapida soluzione della contesa per il Nagorno-Karabakh, che favorirebbe la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armenia e potrebbe coinvolgere Yerevan nel progetto Nabucco. Ma l’esperienza della Georgia incita le parti a trovare una rapida soluzione. Che potrebbe emergere subito dopo le elezioni presidenziali in Azerbaigian del 15 ottobre, che tutti ritengono vincerà l’attuale presidente Ilham Aliyev. (PB)

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