Orissa: scuole trasformate in campi profughi, studenti a rischio bocciatura
A quattro mesi dagli esami di fine anno, alunni e genitori non nascono la preoccupazione perché rischiano la bocciatura. Da due mesi le lezioni sono sospese e le scuole vengono utilizzate da profughi e polizia come alloggi temporanei. Per il governo la situazione “sta tornando normale”, ma fra i cristiani continua la paura.

Bhubaneshwar (AsiaNews) – Al dramma dei cristiani perseguitati, delle chiese distrutte e i villaggi incendiati, si aggiunge la “preoccupazione” degli studenti che rischiano anche di perdere l’anno scolastico. Nel distretto di Kandhamal, nello stato dell’Orissa, a quattro mesi dalla sessione d’esami in programma nel marzo 2009 vi sono ancora 40 scuole chiuse o utilizzate dai profughi e dalle forze di polizia come alloggi temporanei.

“Da oltre due mesi non possiamo svolgere regolari lezioni” denuncia Bhagaban Das, preside della Sarangada High School a Kandhamal. “Le classi, che un tempo ospitavano circa 300 alunni, ora sono occupate dalla polizia” inviata dal governo centrale per il mantenimento dell’ordine.

Secondo le stime fornite dall’ufficio scolastico della zona, sarebbero oltre duemila gli alunni che rischiano di perdere l’anno a causa dell’interruzione delle lezioni ed è evidente un clima di “rassegnazione” fra studenti e genitori che “non sanno cosa fare”. Dagli uffici dell’amministrazione distrettuale non giungono buone notizie: fino a fine dicembre scuole e istituti verranno utilizzati come centri di accoglienza temporanea per i profughi e le forze dell’ordine, ma i disagi potrebbero continuare anche con il nuovo anno.

Intanto, dopo la cruda denuncia di suor Meena, due giorni fa, il capo ministro dell’Orissa Naveen Patnaik ha detto alla stampa di avere “indicato alla polizia di accelerare le indagini” sulla violenza carnale subita dalla religiosa. Manmohan Praharaj, direttore generale della polizia locale, è apparso in tv per annunciare “la richiesta alla suora di cooperare [per identificare i responsabili], offrendole piena sicurezza”. Anche se funzionari della Chiesa dell’Orissa hanno confermato ad AsiaNews che al momento “hanno poca fiducia” nel governo locale, dopo che ci sono stati inadeguati e tardivi interventi per fermare la violenza che in 2 mesi ha causato nel solo distretto di Kandhamal (Orissa) 37 morti, centinaia di chiese e case bruciate, migliaia di cristiani fuggiti nella jungla per salvarsi, molti dei quali non possono tornare a casa perché non ne è garantita la sicurezza, anche se il 26 ottobre l’amministrazione distrettuale ha detto che “si sta tornando alla normalità”.

Del massacro dei cristiani finalmente si parla in Parlamento. Il 25 ottobre il parlamentare Basudeb Acharia, del Partito comunista marxista dell’India, ha denuciato che “i cristiani sono stati scannati in Orissa e in Karnataka” e ha accusato il governo dell’Orissa, guidato dal Partito Bharatiya Janata fondamentalista indù, di voler “sovvertire” la Costituzione. Ha ricordato come appena un’ora dopo l’uccisione del leader indù Swami Lakshmananda Saraswati, gruppi estremisti indù abbiano iniziato il pogrom anticristiano, in centinaia, ben organizzati con spade e fucili, nonostante tutti sappiano che autore dell’attentato sono stati i marxisti.

 

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