È morta la madre delle due sorelle cristiane uccise a Mosul
La donna era stata ferita nell’assalto del 12 novembre, avvenuto in casa propria, dove hanno trovato la morte le due figlie Lamia e Walàa. Le famiglie cristiane che tornano a Mosul confessano di essere ritornate a causa della miseria e non perché la sicurezza è migliorata.

Mosul (AsiaNews) – La madre di due sorelle uccise a Mosul la scorsa settimana, è morta anche lei per le ferite riportate nell’attacco contro la sua famiglia. I funerali sono stati celebrati ieri.

Il 12 novembre scorso, una banda armata di giovani ha fatto irruzione nell’abitazione della famiglia siro-cattolica ad Alqahira, un quartiere della città, uccidendo le sorelle Lamia e Walàa Sobhy Salloha,  e accoltellando la madre. Il marito e l’altro figlio, fuggiti al momento dell’assalto, si sono salvati. All’inizio sembrava che le ferite riportate dalla donna, Selma Giargis non fossero gravi. Ma la sua situazione all’ospedale di Mosul si è aggravata anche a causa di mancanza di medicine appropriate.

La situazione dei cristiani a Mosul continua ad essere tragica. Nel mese di ottobre sono stati uccisi 16 fedeli e 2 mila famiglie avevano lasciato la città alla ricerca di un rifugio più sicuro. Negli ultimi giorni circa 700 famiglie erano tornate, rassicurate dalle promesse del governo sulla sicurezza. Imad Hanna, 52 anni, intervistato da Ankawa, era fuggito in ottobre a Karakosh, nel Kurdistan, a 50-60 km da Mosul. “Quello che mi ha fatto tornare – ha detto – non è la maggiore sicurezza, ma il bisogno materiale”. Imad racconta che la gente a  Mosul “ha tanta paura”, proprio dopo la morte delle due sorelle, e ora della madre. La loro uccisione ha fatto molta impressione perché la banda degli assalitori è penetrata in casa, rendendo insicuro ogni luogo.

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