Cristiani di Hong Kong alle elezioni

Hong Kong (AsiaNews/SCMP) Alla vigilia delle elezioni parlamentari nel territorio, i leader delle chiese cristiane spingono con forza i loro fedeli a partecipare al voto di domenica 12 settembre.

Per l'occasione, tutte le chiese stanno organizzando incontri per smuovere gli assenteisti e gli sfiduciati e per spingere gli oltre 500 mila cristiani a prendere parte alla vita politica del territorio.

Da diversi anni i cattolici e i protestanti sono in prima linea per chiedere il suffragio universale, un diritto non garantito ai tempi della colonia inglese, né col governo attuale.

Lungo tutto l'anno vi sono state manifestazioni che richiedevano elezioni totalmente democratiche e anche l'elezione diretta del capo dell'esecutivo. Attualmente nel parlamento (Legco) solo metà dei parlamentari sono eletti in modo diretto; gli altri sono eletti come rappresentanti di corporazioni. Il capo dell'esecutivo è scelto da Pechino.

Mons. Joseph Zen, vescovo di Hong Kong, da molti visto come un campione della democrazia, ha detto in proposito: "La situazione attuale non è il massimo e manchiamo di democrazia. Ma questa domenica dobbiamo andare a votare; esprimendo il nostro voto possiamo almeno garantirci quel poco di democrazia che il sistema ci consente e compiere il nostro dovere". L'esito delle elezioni è affidato anche alla preghiera: un incontro pubblico di preghiera si terrà domani nella chiesa di Rosary Church a Kowloon.

Anche le chiese protestanti sono mobilitate. Il pastore Eric So Shing-yit, segretario generale del Consiglio cristiano di Hong Kong (che raccoglie quasi tutte le denominazioni protestanti del territorio) afferma che "i cristiani, in quanto cittadini, hanno il dovere di testimoniare la fede nella società. Votare è parte di questa testimonianza".  Il Consiglio terrà un incontro di preghiera domani al Ward Memorial Methodist Church di Yau Ma Tei, un popoloso quartiere di Kowloon.