Hrw, poeta e dissidente uzbeko vittima di abusi in prigione
Yusuf Jumaev ha subito maltrattamenti e percosse dalle guardie carcerarie. Egli è accusato di “insulto” e “resistenza all’arresto”. In realtà vi sono ragioni politiche: è uno strenuo oppositore del presidente Karimov e lotta per i diritti umani nel Paese. In un poema ha denunciato il massacro di Andijan, nel 2005.
Tashkent (AsiaNews) – Il poeta dissidente uzbeko Yusuf Jumaev, prigioniero politico e strenuo oppositore del presidente Islam Karimov, è vittima di violenze e abusi in carcere. Lo denuncia Human Rights Watch (Hrw), riportando la testimonianza della figlia che lo ha incontrato nei giorni scorsi in cella. Le autorità minacciano di negare il permesso per nuove visite, se la famiglia continuerà a “montare accuse” sui maltrattamenti.
 
Feruza Jumaeva, figlia di Yusuf (nella foto), ha incontrato il padre lo scorso 17 agosto. La donna racconta che presentava segni recenti di “lividi sul corpo”, causati dalle percosse ricevute in prigione. Egli è anche soggetto di continuo a “insulti e umiliazioni”. Jumaeva aggiunge che il responsabile degli abusi è Jamshid Atoev, guardia carceraria a capo di una sezione di detenuti.
 
Yusuf Jumaev, autore di “Sangue ad Andijan”, città uzbeka teatro nel 2005 di un massacro di civili da parte delle truppe governative, appare in un pessimo stato di salute. È emaciato, le ossa spuntano dalla pelle, è molto debole e cammina ricurvo. Egli è uno dei moltissimi dissidenti e attivisti per i diritti umani richiusi nelle prigioni uzbeke. La sua cella è sporca e i letti sono infestati da pulci e pidocchi. Poeta e letterato, Yusuf è stato condannato a cinque anni da un tribunale regionale il 15 aprile 2008, con l’accusa di “insulto” e “resistenza all’arresto”.
 
Holly Carter, direttore di Hrw per l’Europa e l’Asia Centrale, sottolinea che “gli abusi nei confronti di questo dissidente e poeta pacifista devono cessare”. “In primo luogo, Jumaev non avrebbe dovuto nemmeno essere arrestato – prosegue – e le autorità uzbeke devono rilasciarlo immediatamente”.
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