É morto mons. Giacomo Lin Xili, vescovo sotterraneo di Wenzhou
di James Wang
Pur ammalato e immobile a letto, era controllato dalla polizia. Ha speso 16 anni in un campo di lavori forzati, come ciabattino. Sotto di lui la Chiesa del Zhejiang è fiorita.

Hong Kong (AsiaNews) – Mons. Giacomo Lin Xili, vescovo non ufficiale di Wenzhou (Zhejiang) è morto il 4 ottobre scorso all’età di 91 anni. Per la sua fede ha passato 16 anni nei campi di lavoro forzato e negli ultimi anni, pur malato e ormai immobile a letto, è sempre stato sotto il controllo della polizia.

La salma del vescovo è stata trasportata a Yueqing a 45 km da Wenzhou. Qui, il 10 ottobre si terrà il funerale. Non è ancora chiaro se la salma potrà indossare i paramenti episcopali e se Chiesa potrà celebrare i solenni funerali per un pastore. Mons. Lin non è mai stato riconosciuto come vescovo dall’Ufficio affari religiosi. Anche nel 2004, in occasione del suo 60° di ordinazione sacerdotale, gli hanno proibito di indossare le insegne episcopali.

Secondo l’agenzia Ucan, la polizia ha chiuso un sito cattolico di Wenzhou, colpevole di aver pubblicato il necrologio su mons. Lin e i messaggi di condoglianza dei fedeli. Il governo locale aveva timore che il vescovo, aggravatosi verso la fine di settembre, avrebbe potuto avere i funerali il 1° ottobre, rischiando un raduno di migliaia di persone in un giorno in cui le misure di sicurezza dovevano essere al massimo, data la ricorrenza dei 60 anni della Repubblica popolare cinese.

Molti fedeli di Wenzhou, emigrati in tutta la Cina e all’estero, hanno già programmato di prendere parte ai funerali del prelato defunto.

Nato il 19 ottobre 1918 a Yueqing, mons. Lin Xili è stato ordinato sacerdote nel 1944 e si è laureato all’Università cattolica di Pechino, la Fu Ren, nel 1948. Ritornato nella sua diocesi di Ningbo, egli ha lavorato nella pastorale agli inizi della persecuzione comunista.

Nel ’55 è stato arrestato per “crimini controrivoluzionari”. Per 16 anni ha vissuto ai lavori forzati, lavorando come ciabattino. Rilasciato nel ’71, dopo la morte di Mao ha ripreso in pienezza il suo impegno pastorale restaurando molte chiese andate distrutte nella Rivoluzione culturale e formando una delle comunità cattoliche più vibranti della Cina. Nel ’92 viene ordinato in segreto vescovo di Wenzhou e fa crescere sempre più la sua comunità, che conta oggi oltre 100 mila fedeli.

Lo squilibrio fra i fedeli sotterranei e quelli ufficiali (diverse decine di migliaia) ha portato in passato a tensioni fra le due comunità, ma negli ultimi tempi, e soprattutto dopo la Lettera di Benedetto XVI, le due comunità si sono sempre più riconciliate. Tale riconciliazione è stata in un certo senso facilitata dall’arresto di mons. Lin Xili nel 1999, che dal 2003 ha vissuto agli arresti domiciliari nell’episcopio della chiesa ufficiale di Wenzhou. Da allora ha dovuto lottare contro la sua malattia (Alzheimer) che gli faceva spesso perdere conoscenza. La polizia ha continuato a metterlo sotto stretta sorveglianza fino alla fine.

(Foto: Ucan)

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