Ancora attacchi contro i cristiani di Mosul
Un diacono ferito in modo grave. Un cristiano ucciso davanti a casa sua la vigilia di Natale. L’impotenza del governo e il rimbalzo delle responsabilità. Quasi 2 mila cristiani uccisi in 6 anni.
Mosul (AsiaNews) – Continuano gli attacchi contro i cristiani per spingerli all’esodo dall’Iraq. Ieri pomeriggio Zhaki Bashir Homo, un diacono cristiano è stato colpito con armi da fuoco da un gruppo di sconosciuti criminali. L’uomo era appena entrato nel suo negozio situato nel quartiere di al Jadida. Ferito gravemente, è stato trasportato in ospedale.
 
Ieri AsiaNews ha diffuso la notizia del rapimento di una studentessa universitaria da parte di un gruppo islamico. I n questi giorni è giunta pure la notizia che un altro cristiano è stato ucciso alla vigilia di Natale. Si tratta di Basil Isho Youhanna, colpito da armi da fuoco davanti a casa sua nel quartiere di Tahrir, nella zona nord di Mosul.
 
Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le uccisioni contro i cristiani e gli attacchi contro chiese e conventi. Tutte queste violenze rientrano in un progetto di “pulizia etnica” contro i cristiani irakeni, denunciato ad AsiaNews da mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk. Il governo nazionale e il governatorato locale assistono impotenti davanti a tali attacchi, mentre le varie etnie araba, curda e turcomanna – con possibili infiltrazioni di cellule estremiste – si rimbalzano le responsabilità.
 
Secondo fonti locali, dal 2003, l’anno della caduta di Saddam Hussein, almeno 1960 cristiani sono stati uccisi in Iraq. La loro presenza si è ridotta almeno della metà a causa dell’esodo in altre zone più tranquille del Paese (Kurdistan) o all’estero.
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