Rivolte maoiste: New Delhi interferisce nella politica nepalese
di Kalpit Parajuli
Proteste sono iniziate oggi nella capitale e in altre 7 città del Paese. Il leader maoista ed ex premier Prachanda accusa l’India di guidare l’attuale governo e invita la popolazione a combattere per l’indipendenza e la sovranità della Nazione.

Kathmandu (AsiaNews) – Al via oggi a Kathmandu la “quarta fase di proteste” del partito maoista. Migliaia di ex guerriglieri e membri del partito hanno sfilato questa mattina per le strade della capitale per manifestare l’interferenza del governo indiano nella politica nazionale.

“L’indipendenza della Nazione è da sempre il nostro principale obiettivo – ha affermato il leader maoista ed ex premier Prachanda -  dobbiamo quindi combattere per la l’indipendenza e la sovranità del Paese”. “L’attuale governo – ha aggiunto -  è guidato dall’India che non ha ricevuto nessun mandato dal popolo nepalese”. Per l’ex premier l’obiettivo dell’India è quello di destabilizzare il Paese per portare avanti i suoi interessi economici e politici. Come gesto dimostrativo il leader ha chiesto di cancellare tutti i trattati firmati con l’India dal 1950.

Le strette relazioni economiche e politiche tra India e Nepal risalgono al periodo della monarchia di religione indù. Ma la rivolta maoista ha sempre mantenuto solidi rapporti con  la Cina. Con la proclamazione della repubblica del Nepal nel 2006 e l’entrata in politica del Partito Maoista i rapporti tra Kathmandu e Pechino si sono rafforzati. Il 10 ottobre scorso Prachanda si è recato in Cina e ha incontrato il presidente Hu Jintao. Lo scorso 31 dicembre il primo ministro nepalese, Madhav Kumar Nepal, ha compiuto  invece la sua prima visita a Pechino. Qui egli ha assicurato di fermare le attività anti-cinesi sul proprio territorio da parte degli attivisti tibetani.  In cambio Pechino ha promesso ingenti aiuti economici.    

Le manifestazioni coinvolgeranno fino al 10 gennaio altre 7 città del Paese. La conclusione della “quarta fase di proteste” avverrà invece il 19 gennaio con un sit-in davanti alla sede amministrativa del governo e all’ambasciata indiana.

Insieme al suo vice Bahattarai, Prachanda ha inoltre annunciato nei prossimi giorni una marcia di protesta sul confine tra Nepal – Cina – India controllato dall’esercito indiano. I leader anziani  Narayan Kaji Shrestha e Ram Bahadur Thapa visiteranno le dighe realizzate sempre sul confine dal governo di New Delhi. Un nuovo sciopero generale è previsto invece per il prossimo 24 gennaio. Dall’11 al 13 novembre oltre 150mila maoisti avevano già sfilato per le strade per chiedere il loro reintegro nella società, bloccando l’ingresso dei principali uffici governativi.

Il governo di unità nazionale, nato a maggio dopo le dimissioni di Prachanda, è in costante allerta per il rischio di un ritorno alle armi degli ex-ribelli. Lo scorso 17 novembre Bhim Rawal, ministro degli interni nepalese, si è recato in India per ottenere appoggi in chiave anti-maoista. 

 

 

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