Scontri fra tribali e bangladeshi: otto morti, chiese e pagode incendiate
di William Gomes
A scatenare le violenze una contesa sui terreni, che i coloni musulmani vogliono depredare a cristiani e buddisti. Fonti locali riferiscono che l’esercito avrebbe sparato sulla folla. Almeno 50 case e una sede Onu distrutte. Dhaka promette la ricostruzione dei luoghi di culto.
Dhaka (AsiaNews) – Una chiesa, una pagoda e un ufficio Onu incendiati, almeno otto morti, un centinaio di feriti e più di 50 case bruciate. È il bilancio degli scontri avvenuti nei giorni scorsi fra le minoranze tribali e i coloni bangladeshi nell’upazila di Baghaichhari, nel sud-est del Paese, distante circa 400 km dalla capitale Dhaka. L’intervento dell’esercito ha contributo ad alimentare la tensione: fonti locali riferiscono che i militari hanno aperto il fuoco in modo indiscriminato sulla folla.
 
Surendranath Chakrabarti, vice-commissario del distretto di Rangamati, conferma ad AsiaNews che “una chiesa, una pagoda e un ufficio delle Nazioni Unite sono stati incendiati”. Colpita anche una statua del Buddha situata nel monastero buddista di Banani, mentre un’altra statua, donata dalla Thailandia al monastero, è stata depredata. Egli aggiunge che sarebbero una cinquantina le case incendiate a Baghaichhari.
 
Lo scorso 20 febbraio l’amministrazione locale ha chiesto l’intervento dell’esercito per sedare gli scontri fra coloni e minoranze, divampati in seguito a contese sui terreni. Le autorità hanno imposto una sorta di coprifuoco, attuando l’articolo 144 del codice penale che proibisce riunioni in pubblico con più di cinque persone. Tuttavia i militari e le forze di sicurezza hanno iniziato a bruciare le case, per favorire l’insediamento dei coloni bangladeshi e cacciare i tribali, a maggioranza cristiana e buddista.
 
Leader delle minoranze locali parlano di cinque morti nelle violenze, ma le vittime potrebbero essere otto. Alcuni testimoni, presenti al momento degli scontri, aggiungono che i militari avrebbero iniziato a sparare “in modo indiscriminato” sulla folla. La polizia conferma il decesso di una donna, Buddhapudi Chakma di 40 anni, “uccisa a colpi di pistola”.
 
Negli anni ’80 del secolo scorso il governo di Dhaka ha stanziato migliaia di cittadini bangladeshi, la maggior parte dei quali vittime delle alluvioni, nella regione collinare di Chittagong. Una decisione che ha scatenato violenti conflitti per la proprietà dei terreni, contesi fra le minoranze etnico-religiose e la maggioranza musulmana.
 
Quest'oggi l’esecutivo ha assicurato che ricostruirà i luoghi di culto distrutti negli scontri.
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