Tamil Nadu: la polizia arresta e rilascia vescovi e fedeli in marcia per i dalit cristiani
di Nirmala Carvalho
Il fermo è avvenuto nella giornata conclusiva della “Lunga Marcia”, iniziativa lanciata per difendere i diritti degli "intoccabili" cristiani. Nonostante i disordini, resta in programma l’incontro pubblico previsto in serata a Chennai. Sacerdote cattolico: gli arresti testimoniano il trattamento riservato “a quanti si battono per una legittima lotta democratica”.
Chennai (AsiaNews) – La polizia indiana ha arrestato e in seguito rilasciato vescovi, sacerdoti, suore e fedeli in marcia per chiedere “pari diritti” per i dalit – gli intoccabili – cristiani. Il fermo è durato in tutto 4 ore. Tra gli arrestati vi erano mons. Anthonisamy Neethinathan, vescovo di Chinglepet, mons. Malayappan Chinnappa, arcivescovo di Madras-Mylapore e mons. Peter Fernando, arcivescovo di Madurai. La notizia è confermata da p. G. Cosmon Arokiaraj, membro della Conferenza episcopale indiana, che denuncia ad AsiaNews il trattamento che il governo del Tamil Nadu e l’esecutivo centrale riservano a “quanti si battono per una legittima lotta democratica”.
 
Gli arresti sono avvenuti a conclusione della “Lunga Marcia”, una camminata durata oltre un mese, partita da Kanyakumari e diretta a Chennai, nello stato del Tamil Nadu, nel sud-est de Paese. L’iniziativa ha visto l’adesione di migliaia di fedeli e intendeva sensibilizzare la popolazione e le autorità di governo sulle discriminazioni verso i dalit – senza casta – cristiani. Nonostante i disordini, avverrà comunque l’incontro pubblico a Mangkollai, a Chennai, previsto in origine come conclusione della manifestazione e annullato dopo il fermo di prelati e fedeli. All’evento parteciperanno circa 15mila persone. Per questa sera, alle 19 ora locale, è previsto un incontro privato tra i vescovi, vittime dell’arresto e il capo del consiglio dei ministri della regione.   
 
P. G Cosmon Arokiaraj, segretario esecutivo della Commissione episcopale per le questioni riguardanti le caste indiane, spiega ad AsiaNews la dinamica dei fermi: “Verso le 12.30 di oggi – racconta – mons. Neethinathan insieme a 500 fedeli voleva unirsi alla Marcia. Mentre si trovava nei pressi di Guindy, una delle zone di Chennai, la polizia ha sbarrato il cammino, impedendo loro di attraversare la zona e li ha fermati”.
 
In precedenza, continua il religioso, verso le 11.30 altri due prelati volevano incontrare il Ministro capo del Tamil Nadu, sebbene egli non avesse concesso un appuntamento perché “non era preparato” al faccia a faccia con i leader cattolici. Venuti a conoscenza dell’arresto del vescovo di Chinglepet, “mons. Chinnappa e mons. Peter Fernando si sono diretti nella zona dell’incidente, nei pressi del Monte di San Tommaso, e sono stati anch’essi arrestati”.
 
Il sacerdote denuncia senza mezzi termini il fermo dei prelati e di centinaia di fedeli: “Questo è il modo in cui il governo dello Stato e l’esecutivo centrale rispondono a quanti si battono per una legittima lotta democratica”. Egli chiede a tutta la comunità cristiana di “sollevarsi” e rispondere “alla repressione”.
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