Baghdad, la Commissione giustizia potrebbe ribaltare l’esito delle elezioni
Resta l’incertezza sull’esito del voto. La bocciatura di sei deputati, legati al vecchio regime di Saddam Hussein, rischia di vanificare la vittoria di Allawi. L’ex premier, sostenuto dagli Usa, parla di “decisione politica” e denuncia interferenze di Teheran.
Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – I risultati delle elezioni irachene non sono ancora al sicuro. La vittoria, all’ultimo seggio, della lista laica Iraqiya dell’ex premier sciita Iyad Allawi è insidiata dalla Commissione di giustizia e responsabilità, la cui decisione potrebbe ribaltare l’esito delle urne.
 
L ’organo, preposto a verificare il passato baathista dei politici iracheni, ha dichiarato che sei dei deputati eletti hanno legami con l’ex partito di Saddam Hussein. Di questi, quattro fanno parte della lista al Iraqiya, uno della lista dei nazionalisti curdi e il sesto dello Stato di diritto del premier uscente Nouri al Malki. In caso di annullamento dei risultati ottenuti dai sei, la vittoria elettorale andrebbe alla lista Stato di diritto con 88 seggi, seguito da al Iraqiya con 87.
 
La formazione di Allawi, che gode del sostegno americano, ha già alzato la voce definendo quella della Commissione di giustizia e responsabilità una “decisione politica” per impedire ad Allawi di formare il governo. Lo stesso Allawi ha accusato Teheran, vicina invece ad al Maliki, di volergli mettere il bastone tra le ruote.
 
La Commissione aveva segnalato già prima del voto che 52 dei candidati erano da estromettere dalla competizione elettorale. Tuttavia, la Commissione elettorale indipendente non aveva preso alcuna decisione.
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