Arresti e divieti per la visita del Patriarca Kirill in Ucraina
di Nina Achmatova
Otto persone sono state arrestate. Slogan anti-Kirill e anti-Russia. Putin presente in Ucraina. Il Patriarca di Mosca cerca una “terza via” per unificare le Chiese ortodosse e salvaguardare le nazionalità, ma “senza nazionalismi”.
Mosca (AsiaNews) – “Abbasso il papa di Mosca”. È lo slogan che i dimostranti dei gruppi nazionalisti ripetono ogni volta che il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie si reca in visita in Ucraina. È successo anche ieri a Kiev, dove il Patriarca Kirill si trova in visita ufficiale da una settimana e dove ha aperto il Sinodo della Chiesa russo-ortodossa. Per aver manifestato contro il leader della Chiesa ortodossa russa, otto persone sono state arrestate. A Dnipropetrovsk, invece, le autorità hanno addirittura vietato qualsiasi tipo di protesta di piazza contro Kirill, al suo terzo viaggio nel Paese da quando è stato eletto nel 2009.
 
Nell’intento del Patriarca di unificare le diverse Chiese ortodosse in Ucraina, riportandole sotto la guida spirituale di Mosca, i nazionalisti intravvedono l’obiettivo politico del Cremlino di riaffermare la propria influenza sull’ex repubblica satellite. In Russia il “tour ucraino” di Kirill è stato seguito ogni giorno da tv e giornali, come si trattasse di una visita di Stato. Negli stessi giorni, anche il premier Vladimir Putin ha incontrato in Ucraina il presidente Viktor Yanukovich.
 
Dopo la caduta dell’Urss nel 1991, la Chiesa ortodossa in Ucraina ha vissuto uno scisma, con alcuni vescovi che hanno dichiarato la loro autonomia da Mosca. Finora, però, il Patriarcato russo è riuscito a scongiurare il riconoscimento, da parte delle gerarchie ortodosse mondiali, di un’effettiva indipendenza di Kiev. In Ucraina, l’80 per cento dei 46 milioni di abitanti si dichiara cristiano ortodosso e di questi un terzo ha come riferimento il Patriarcato di Mosca.
 
Al di là delle polemiche, la visita di Kirill conferma che l’unità degli ortodossi d’oriente è tra gli obiettivi cardine dell’agenda del Patriarca. Durante il viaggio che ha toccato diverse città, è ad Odessa che il Patriarca ha pronunciato le parole più significative in questo senso, tracciando quella che i media russi hanno definito la sua “terza via”.
 
Nella città del Mar Nero che ospita la flotta del Cremlino, dove la maggioranza della popolazione è russa e i rapporti con la minoranza ucraina sono sempre incandescenti, Kirill ha parlato per la prima volta contro il nazionalismo come “pericoloso strumento per costruire società”; che, infatti, finiscono per vivere sotto la “continua minaccia di violenze”. L’alternativa al fanatismo dei confini di razza ed etnia è allora “una società multiculturale di stampo occidentale, ma fondata su una struttura portante solida”. “Anche nelle società più multietniche come quella statunitense - ha spiegato - c’è sempre una cultura dominante come quella anglosassone appunto: per la Russia e per l’Ucraina è quella ortodossa”. E il Patriarca ne ha anche elencato i valori fondamentali: “Bontà, assenza di rancore, spirito di sacrificio e disponibilità ad aiutare il prossimo”. La “terza via” si concretizza, quindi, in una società i cui membri vivono secondo la “legge divina dell’amore”.