Iraq, prorogata la presentazione delle liste elettorali

Gli ulema condannano gli attentati contro le chiese, ma pensano che i sunniti non andranno a votare, mentre Allawi nega di volere elezioni scaglionate e Al Sadr non fa parte della lista di Al Sistani.


Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - È stato prorogato al 15 dicembre il termine per presentare le liste dei candidati alle elezioni irachene del 30 gennaio. Lo ha annunciato la Comissione elettorale irachena, mentre il portavoce delle Nazioni Unite, Fred Eckhard  ha reso noto che i candidati che si sono già registrati sono oltre cinquemila, appartenenti a più di duecento partiti politici.

Il Comitato degli ulema iracheni, principale associazione dei religiosi sunniti, che già si era espresso per il boicottaggio delle elezioni, attraverso il suo portavoce, Bachar al-Faïdhi ha confermato che la base del Partito islamico "rifiuta di partecipare alle elezioni", per protesta contro le operazioni militari nelle regioni sunnite. Secondo il portavoce degli ulema, ciò non contrasta con la decisione che il Partito aveva annunciato martedì, di voler prendere parte alla consultazione elettorale, visto che "è una formazione che ha preso parte sin dall'inizio al processo politico".

Lo stesso Comitato degli ulema ha anche duramente gli attentati di Mossul contro le chiese. Gli ulema hanno definito "criminali" gli attentati ed hanno sostenuto che non possono essere stati compiuti da iracheni, né "da alcun musulmano che crede in Dio", ma da chi "cerca di seminare zizzania tra figli di una stessa patria, servendo gli interessi degli occupanti".

Sembra ben decisa ad andare a votare, invecela maggioranza sciita. Ieri è stata consegnato alla Commissione elettorale la lista della Alleanza unificata irachena, la coalizione patrocinata da Al Sistani, che riunisce i rappresentanti dei principali partiti sciiti, come le diverse fazioni del partito Dawa e il Consiglio supremo della rivoluzione islamica in Iraq. Nell'annunciarlo, Ali Adib, del partito Daawa, ha aggiunto che della lista fanno parte correnti politiche e personalità indipendenti "di diverse confessioni ed etnie e prende in considerazione l'equilibrio demografico e geografico dell'Iraq". La lista comprende 228 nomi, ma di essa non fa parte Al Sadr. In mancanza sia di spiegazioni sul perché della sua assenza, sia di dichiarazioni del giovane religioso rivoluzionario o della "guida" degli sciiti, circolano le contrastanti voci di chi afferma che egli non abbia voluto prendere parte alla competizione elettorale, contrariamente a quanto aveva annunciato in passato, e di chi sostiene che sia Al Sistani a non avercelo voluto.

E' stata smentita, invece, da un portavoce del primo ministro Allawi, la notizia, definita "falsa e imprecisa", che attribuiva al premier la proposta di far svolgere le elezioni in un periodo di due o tre settimane, a partire dal 30 gennaio, per migliorare le condizioni di sicurezza.

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