Il patriarca Kirill e i russo-ortodossi iniziano il “Grande Digiuno”
di Nina Achmatova
Nella prima settimana della Quaresima ortodossa il patriarca Kirill invita a ricordare il “valore cristiano del lavoro” contro l’ozio del corpo e della mente che “porta alla disperazione”. Quest’anno Pasqua ortodossa e cattolica concideranno.
Mosca (AsiaNews) – Dopo Maslenitsa, la settimana di festeggiamenti e grandi abbuffate di bliny (caratteristiche crepes locali), i cristiani russo-ortodossi hanno cominciato la loro Quaresima, il cosiddetto Grande Digiuno. Si tratta come per i cattolici di sette settimane di preghiera, pentimento e astinenza. È il periodo dell’anno liturgico a regime più severo per i fedeli: vietata carne, uova, pesce, derivati del latte e alcol. La tradizione vuole che, da sempre, siano gli ordini monastici i più rigorosi osservanti del digiuno. Per questo, nel tempo, proprio i monasteri sono diventati la culla di alcune delle ricette migliori per zuppe e piatti vegetali a base di funghi, ortaggi e bacche.
 
Il Grande Digiuno ricorda i 40 giorni di Gesù nel deserto, subito dopo il suo battesimo. Il periodo di astinenza culmina nella Settimana della Passione (la Settimana Santa cattolica). Nel rito ortodosso non è prevista la Via Crucis, né l’adorazione eucaristica. Nei paesi ex sovietici il Venerdì santo si fa benedire in chiesa il dolce tipico di Pasqua, il Pashk, molto simile al panettone, dal sapore di anice ma senza canditi e uvetta. Il lungo periodo di preparazione di corpo e anima alla Resurrezione culmina con la domenica di Pasqua, festa centrale nel calendario ortodosso e che quest’anno coincide con quella cattolica, il 24 aprile.
 
Nella funzione di apertura del Grande Digiuno, il 7 marzo, il patriarca di Mosca e tutte le Russie, Kirill, ha invitato i fedeli a lavorare e non cadere nell’ozio che porta allo sconforto. “Non sostituiamo il lavoro con l’ozio che non ristora l’anima. L’ozio è un passatempo vuoto”, ha spiegato nelle celebrazioni alla cattedrale della santissima Trinità nel monastero di San Daniele. “L’anima di un uomo pigro – ha continuato – è una cosa pericolosa per la sua vita fisica e spirituale”. Il capo della Chiesa russo-ortodossa ha poi spiegato che l’ozio genera spesso odio verso il genere umano. “Il lavoro è tra le più grandi virtù cristiane…ed è uno strumento anche per lavorare su se stessi, mentre una persona oziosa è anche una persona disarmata che non ha armi per combattere il male”.
 
Lo stesso giorno, alla cattedrale di Cristo Salvatore ha parlato dell’importanza della “speranza, il più impressionante frutto della fede”. “La speranza in Dio – ha poi ammonito Kirill – non solleva una persona dall’assumersi le proprie responsabilità….la fede ci dà la forza di risolvere ogni problema, mentre chi nega fede e speranza è incline a cadere nello scoraggiamento, che è una forza negative che distrugge la vita umana”.
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