Yangon: la giunta birmana dichiara illegali skype e VoIP
Per le autorità sono contrarie "alle normative vigenti" in materia di telecomunicazioni. Se la norma sarà applicata, gli Internet café perderebbero fino al 40% del loro fatturato. Le Sim card nel Paese costano circa 1700 dollari e la rete è un'alternativa economica per mantenere i contatti con gli emigranti. La giunta censura internet per prevenire moti di piazza.
Yangon (AsiaNews) - Internet di nuovo nel mirino della giunta birmana. Nel tentativo di limitare l'accesso alla rete e per attuare un maggiore controllo sulle comunicazioni, la leadership militare ha ordinato il blocco delle chiamate all'estero dagli internet café attraverso programmi quali skype o che utilizzano il protocollo VoIP (Voice over Internet Protocol). Essi risulterebbero "illegali in base alle attuali normative vigenti nel Paese".  
 
Una nota governativa, diffusa ai primi di marzo, sottolinea che "il crescente utilizzo" di telefonate via internet "ha causato un brusco calo delle chiamate all'estero attraverso i servizi di comunicazione ufficiale" forniti dalla giunta militare. La dittatura denuncia perdite che "colpiscono le rendite dello Stato", come confermato da Tint Lwin, direttore di Myanmar poste e telecomunicazioni (Mpt).
 
Le telefonate via internet sono una risorsa preziosa in Myanmar, dove una sim card per cellulari - fornita dalla compagnia di comunicazione di Stato - costa circa 1700 dollari. Al prezzo della tessera si aggiunge quello del telefono ed è una spesa "spropositata" per una nazione che registra un reddito pro-capite fra i più bassi al mondo, di poco superiore ai mille dollari l'anno. Se paragonato agli Stati Uniti, l'equivalente sarebbe una spesa di 74mila dollari per acquistare un cellulare per un cittadino che - in media - ne guadagna 47mila all'anno.
 
La rete internet si rivela fondamentale per mantenere i collegamenti fra gli emigranti - povertà e dittatura militare hanno costretto moltissimi birmani alla fuga - e i parenti rimasti in patria. E sebbene le infrastrutture e le tecnologie siano limitate, le chiamate via web (la stessa Aung San Suu Kyi usa internet e skype) sono uno dei principali mezzi di comunicazione, almeno nei grossi centri come Yangon.
 
I proprietari degli internet café spiegano che al momento non vi sono "ordini ufficiali" in merito all'interruzione del servizio. Tuttavia, nel caso in cui la direttiva venga eseguita vi saranno perdite nel fatturato fino al 30 o 40% "perché - sottolinea un membro di Sky Net Internet al quotidiano birmano The Irrawaddy - la gente usa sempre più VoIP per il basso costo, molto più sostenibile rispetto ai servizi offerti dalla giunta".
 
Per ovviare alle perdine l'agenzia di telecomunicazioni birmana ha dimezzato il costo delle Sim card, ora disponibili anche a 560 dollari. Le vere ragioni della guerra dichiarata dai militari a programmi come skype, però, risiede nel fatto che le chiamate in rete sono più difficili da intercettare e controllare, rispetto alle normali telefonate con cellulari. E le notizie provenienti dall'estero, i moti di piazza in Medio oriente, le voci sulla Rivoluzione dei gelsomini filtrate anche in Myanmar hanno alzato il livello di censura da parte del regime militare.
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