Il Nepal libero dalle mine antiuomo, ricordo della guerra civile
di Kalpit Parajuli
Oltre 850 gli ordigni recuperati dagli artificieri. L'invito della Gran Bretagna a sottoscrivere la convenzione di Ottawa che vieta produzione, commercio e circolazione di mine antiuomo.
Kathmandu (AsiaNews) – Il Nepal ha ripulito il suo territorio dalle mine antiuomo piazzate durante la guerra civile con i maoisti terminata nel 2006. Lo ha annunciato ieri il Primo ministro nepalese Jhalanath Khanal, che in questi giorni è stato invitato dalla Gran Bretagna a sottoscrivere la convenzione di Ottawa che vieta la produzione, il commercio e la circolazione sul territorio di mine antiuomo. “Questi ordigni – ha affermato – ci ricordano la sanguinosa e disumana guerra che per anni ha afflitto il nostro Paese terrorizzando la popolazione”.

Dal 1996 al 2006, i governi hanno piazzato centinaia di potenti mine antiuomo nella capitale e nelle aree al confine con i territori controllati dai maoisti.In questi anni centinaia di persone sono morte a causa degli ordigni.

Secondo i dati della Landmine Diffusion Division oltre 100 fra bambini e contadini sono morti fra il 2006 e il 2010. Grazie al sostegno di Onu e ed Europa il governo ha accettato nel 2008 di bonificare il territorio. In totale sono stati recuperati oltre 850 mine anti uomo.

La guerra civile del Nepal ha contrapposto per 10 anni esercito e guerriglieri maoisti, che combattevano con l'obiettivo di rovesciare la monarchia e istituire la Repubblica popolare del Nepal. Il conflitto si è concluso con un accordo globale di pace tra esercito e maoisti firmato il 21 novembre 2006 davanti a Onu e comunità internazionale. In 10 anni il conflitto ha fatto più di 12.800 morti e circa 100mila sfollati.
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