Nuove accuse di corruzione contro la Croce Rossa e altri enti benefici
La Croce Rossa è accusata di volere intascare denaro destinato a curare una bambina leucemica. La tv di Stato accusa la China Charity Federation di “vendere” attestazioni di donazioni, deducibili dalle tasse. Esperti: occorre massima trasparenza, per recuperare la fiducia pubblica.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Si moltiplicano gli scandali per gli enti benefici cinesi. Zhang Shiliang accusa la Croce Rossa cinese (Crc) di avere cercato di sottrargli 50mila yuan ricevuti in beneficenza e necessari per pagare cure mediche per la figlia. Intanto la China Charity Federation è accusata di avere preteso denaro per rilasciare attestazioni di donazioni, detraibili dalle tasse.

Zhang, migrante dell’Hunan, ha una figlia di 4 anni malata di leucemia e Li Yidong, conosciuto su internet, si è offerto di raccogliere 80mila yuan, tramite una campagna condotta dall’Angel Fund, ente benefico affiliato alla Fondazione Croce Rossa, a sua volta sussidiaria della Crc.

Il nome della bambina, Zhang Ziling, si pronuncia come la famosa Zhang Zilin, Miss Mondo 2007. Per cui Li ha invitata la ex reginetta ad aiutare la campagna. Lei ha accettato e ha offerto una teiera della sua collezione, per venderla e destinare il ricavato alle cure mediche. Il Fondo ha offerto 80mila yuan per la teiera e c’è stata pure una cerimonia con la modella che ha consegnato un assegno simbolico all’uomo e alla figlia. Ma Zhang accusa il fondo di avergli offerto in seguito solo 30mila yuan, chiedendogli più volte di firmare una dichiarazione di accettazione.

Zhang dice che gli hanno promesso di dargli poi gli altri 50mila yuan ma che è “una trappola” e non è “così sciocco” da firmare, se non riceve l’intera somma.

Ora Li Jing, portavoce della Croce Rossa, parla di un equivoco e che ogni yuan raccolto sarà destinato alla cure mediche.

Intanto la China Charity Federation, 2ndo ente benefico cinese dopo la Croce Rossa, è stata accusata di avere preteso 50mila yuan dalla ditta Beijing Chuangxinzhongyi (Bc), per rilasciare un attestato di avere ricevuto donazioni per milioni di yuan, necessario per dedurle dalle tasse.

Oggi la Ccf ha scritto sul suo sito web che anche questi 50mila yuan sono stati una donazione, usata per coprire costi amministrativi, poiché non riceve fondi statali e deve autofinanziarsi.

Ma un servizio della Central China Televisione Cctv ha detto che la Suntech Silicon Solar Technology di Wuxi, ditta di energia affiliata con la Bc, ad aprile ha promesso di donare pannelli solari e altri prodotti per 15 milioni di yuan alle scuole: donazione che consente deduzioni fiscali per circa 2 milioni.

Luo Fanhua, ex dipendente della Copryght Society of China, ha accusato la Ccf di “vendere attestazioni” dietro pagamento di somme in contanti: l’ente caritativo, incassato il denaro, rilascia l’attestazione senza controllare se le annunciate donazioni sono avvenute.

La Cctv dice che 200 scuole hanno ricevuto soltanto un pannello solare ciascuna, mentre la ditta aveva promesso di donarne 3.700, per un valore di 17 milioni. Luo dice che gli altri pannelli sono stati invece venduti per 5,9 milioni di yuan.

Lin Guolin, segretario generale della Ccf, ha ammesso alla Cctv che non ci sono stati controlli e promette “accertamenti”. La ditta si difende che le consegne alle scuole devono ancora essere completate.

Ma gli enti benefici cinesi sono da tempo al centro di scandali che ne minano la credibilità: la Croce Rossa nei mesi scorsi è stata accusata di usare il denaro per fini personali come cene, invece che per beneficenza, e di non registrare nei dati ufficiali tutte le somme ricevute da donatori.

Wang Ming, professore dell’Università di Tsinghua, dice che simili enti devono avere una “migliore trasparenza”, indicando le somme ricevute e come le utilizzano.
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