Sri Lanka, sì del governo al terzo figlio. Ma solo per le Forze armate
di Melani Manel Perera
L’esecutivo del presidente Rajapaksa assegna 100mila rupie (circa 600 euro) di incentivi alle famiglie di Marina, Aviazione, Esercito e Polizia. Per un sacerdote anglicano, è il tentativo di creare una popolazione a piena maggioranza singalese e buddista. Critiche di attivisti per i diritti umani: si rischia una crisi etnica.

Colombo (AsiaNews) - Il governo dello Sri Lanka ha deciso di assegnare 100mila rupie (circa 600 euro) alle famiglie di Marina, Aviazione, Esercito e Polizia che decidono di avere un terzo figlio. Secondo p. Matimuttu Sathivel, sacerdote anglicano e attivista per i diritti umani, è una mossa discriminatoria nei confronti del resto della popolazione. Per questo, il religioso insieme all'attivista buddista Priyadharshani Ariyaratha ha registrato una Dichiarazione di pubblico interesse contro il governo dello Sri Lanka, affinché estenda questo incentivo a tutte le famiglie del Paese.

L'esecutivo del presidente Mahinda Rajapaksa ha stanziato tale aiuto economico con il budget 2010 (per i membri delle tre forze armate del Paese) e con quello del 2011 (esteso anche ai poliziotti). L'ambiguità della proposta è accentuata da altre politiche di segno negativo. Negli ultimi decenni il governo ha condotto numerose campagne di pianificazione familiare, per spingere le famiglie srilankesi ad avere un massimo di due figli. Inoltre, da qualche mese vi è il tentativo di legalizzare l'aborto. Sin dall'inizio la Chiesa ha contestato questa proposta, promuovendo invece il valore della famiglia con varie iniziative.

Secondo i due attivisti, si tratta di un provvedimento "scorretto" che rischia di portare a una "crisi etnica", perché le forze armate sono al 98% singalesi e buddisti. "È un tentativo - spiega p. Sathivel - di avere una popolazione di un'unica etnia e religione".

In Sri Lanka esistono quattro grandi gruppi etnici: singalesi (74%), tamil (nativi: 12,6%; indiani: 5,1%), musulmani (7,4%) e burgher (0,2%). La religione più diffusa è il buddismo (70%, per lo più singalesi), seguito da induismo (15%, tamil), islam (7,5%) e cristianesimo (7,5%, burgher, ma anche qualche comunità tamil e singalese). Tra i cristiani, l'88% è cattolico.