Ban Ki-moon: Non c'è soluzione militare al conflitto in Siria. Occorre un dialogo politico
Il segretario generale è preoccupato dell'escalation di violenze da governo e ribelli, che non sta portando ad alcuna via di uscita. Denuncia Usa: 117 aerei iraniani atterrati a Damasco portano armi e non "beni umanitari". I ribelli armati da Arabia, Qatar e potenze occidentali. Il monito di Benedetto XVI a non importare armi.

New York (AsiaNews) - Il segretario generale dell'Onu ha dichiarato che non vi è soluzione militare al conflitto siriano, anche se governo e ribelli stanno usando tutte le forze per vincere sull'altro.

Parlando ad una conferenza stampa prima della nuova sessione dell'Assemblea generale Onu, Ban Ki-moon si è detto "preoccupato" per il fatto che 18 mesi di lotta contro Assad non hanno portato ad alcuna via di uscita. "Penso che i mezzi militari non porteranno ad alcuna risposta", ha aggiunto, rilanciando ancora una volta "un dialogo politico che rifletta le genuine aspirazioni e la volontà del popolo siriano". Secondo l'Onu, la guerra in Siria ha già fatto oltre 20mila morti.

Proprio ieri Bashar el Assad ha ricevuto in visita Ali Akbar Salehi, ministro iraniano degli esteri, il quale ha ribadito che "la soluzione al conflitto si trova solo in Siria e solo nella famiglia siriana".

Intanto, sul campo si registra sempre un'escalation delle violenze. Ieri, l'opposizione ha attaccato la periferia sud-ovest di Damasco e altri distretti a nord e a sud. Le truppe governative hanno risposto con raffiche e razzi lanciati da elicotteri, facendo almeno 20 morti. I ribelli accusano l'esercito di distruggere e bruciare case; i media governativi esaltano le azioni contro "gruppi terroristi armati".

Vi è anche un'escalation nelle forniture di armi. Il dipartimento di Stato Usa ha rivelato che 117 aerei iraniani sono arrivati a Damasco. Ufficialmente essi trasportano "beni umanitari", ma secondo gli Stati Uniti essi trasportano armi. Armi e denaro ai ribelli sono invece profusi da Arabia saudita e Qatar; Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna offrono loro materiali utili per la guerra, ma non armi (strumenti di comunicazione, binocoli ad infrarossi, ecc..).

La scorsa settimana, sull'aereo che lo portava in Libano, Benedetto XVI ha detto che per portare la pace in Siria è importante fermare l'importazione di armi nel Paese. "Invece dell'importazione delle armi - ha aggiunto - ,che è un peccato grave, si dovrebbero importare idee di pace, creatività, trovare soluzioni da accettare ognuno nella sua alterità".

 

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