Indù accusano: aiuti dello tsunami in cambio di conversioni. I cattolici: tutto falso
di Nirmala Carvalho

L'arcivescovo di Pondicherry risponde alle accuse mosse dai fondamentalisti indù sulle pretese strumentalizzazioni degli aiuti per convertire le popolazioni al cristianesimo.


Pondicherry (AsiaNews) – Le accuse dei fondamentalisti indù secondo cui la chiesa approfitta della tragedia dello tsunami per convertire i sopravvissuti è falsa. Lo ha dichiarato ad AsiaNews mon. Michael Augustine, arcivescovo di Pondicherry-Cuddalore.

L'accusa è emersa in questi giorni da gruppi del Vishwa Hindu Parishad (VHP) e dell'RSS (Rashtriya Swayamsevak Sangh) operanti nel Tamil Nadu. Secondo tali gruppi fondamentalisti, il lavoro della Chiesa a favore dei sopravvissuti serve solo a coprire un programma di conversioni.

 "Le accuse sono false – ha detto ad AsiaNews mons. Augustine . Esse sono basate su false informazioni". "Proprio ieri – ha aggiunto -" mons. Pedro Lopez Quintana, il Nunzio apostolico, ha visitato la diocesi e ha espresso apprezzamento per il lavoro che stiamo svolgendo per la riabilitazione e il sostegno ai sopravvissuti". Visitando i villaggi colpiti dallo tsunami, il nunzio ha trasmesso a tutti la speciale benedizione di Giovanni Paolo II e ha donato 3 milioni di rupie (circa 52 mila euro) per i lavori necessari alla ricostruzione.

P. Jayaraij Mahimay, tesoriere della diocesi, precisa che la Chiesa cattolica e le sue Ong lavorano "in stretto contatto con il governo e con il responsabile statale dei fondi. Il lavoro di ricostruzione fra i villaggi colpiti dallo tsunami nel Tamil Nadu sono stati indicati e suddivisi dallo stato fra le varie Ong". L'accusa generica del VHP e del'RSS è rivolta a tutti i cristiani, anche quelli protestanti.

In ogni caso, per p. Mahimav  "il VHP e l'RSS sono sempre agitati tutte le volte che vi è un lavoro sociale da parte di missionari e tutte le volte parlano di conversioni. Non è proprio il caso della Chiesa cattolica. È lo stato che ha assegnato ad ogni Ong cattolica la cura di villaggi specifici. Del resto, come vi sono voci sui cristiani sono accusati di convertire, esistono anche storie simili riguardanti le attività del VHP e del RSS nei villaggi loro assegnati per la ricostruzione".

Gruppi attivi dell'RSS e del VHP sono presenti in massa nelle zone costiere del Tamil Nadu colpite dal maremoto. L'RSS ha ricevuto dal governo il via libera per costruire 1200 capanne per i sopravvissuti a Keechankuppam, nel distretto di Nagapattinam. Per il movimento indù questa situazione è un'opportunità unica per inserirsi nella zona, da tempo saldamente in mano ai partiti fondamentalisti. Gruppi di entusiasti, provenienti dall'interno, hanno deciso di trasferirsi nei villaggi colpiti per la ricostruzione.

Secondo Govinda, un missionario indù, l'RSS ha creato 15 centri di snodo per coordinare i lavori d'aiuto a 215 villaggi. L'RSS ha inoltre chiesto allo Swadeshi Jagaran Manch di condurre un'analisi socio economica dei villaggi. Il missionario ha spiegato che "probabilmente ci vorrà molto tempo prima che i pescatori possano tornare al mare. Stiamo analizzando la possibilità di proporre altre fonti di introiti".

Nel Devanampattinam, Vivek Oberoi, attore cinematografico indiano, è il punto di riferimento dei gruppi legati al VHP. Il suo guru, Swami Chidanand Saraswati, è molto vicino al VHP, ma lui tende a smorzare le polemiche: "Per aiutare vi sono molte organizzazioni  - egli dice -  come la Croce Rossa, Christian Aid Foundation e il Christian Medical College. Se c'è anche il VHP, va bene. Questo si chiama Progetto Speranza: chiunque viene qui per aiutare è benvenuto".
2604_041230 TSUNAMI - Tamil nadu (150 x 107).jpg