Sri Lanka: padre di famiglia scomparso da 1000 giorni
di Deepa Fernando
Si chiama Preegith Eknaligoda ed è un giornalista per una testata indipendente. La moglie e il figlioletto hanno partecipato a un sit-in per le vittime delle sparizioni forzate, organizzato davanti al palazzo Onu di Colombo. Attivista denuncia: sono più 5mila i casi del “furgone bianco”.

Colombo (AsiaNews) - Preegith Eknaligoda è scomparso da 1000 giorni senza lasciare traccia. È un giornalista e fumettista per una testata online indipendente dello Sri Lanka, ma anche un marito e padre di un bimbo piccolo. "Al nostro dolore - racconta la moglie Sandhaya ad AsiaNews - non troviamo risposta. E il Paese non fa nulla per fare luce su queste sparizioni. Così figli, genitori e spose vivono in un'attesa estenuante". Per ricordare l'uomo e quanti come lui sono scomparsi, rappresentanti della società civile, attivisti per i diritti umani e famiglie hanno organizzato un sit-in dinanzi all'ufficio delle Nazioni Unite a Colombo. Al termine, hanno presentato una lettera indirizzata al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.

"Conosciamo bene - spiega la donna - la differenza fra il piangere un morto, e chi è scomparso. Vogliamo sapere chi è responsabile di queste situazioni, e quanti campi detentivi esistono. Perché il governo resta in silenzio e non risponde alle nostre domande?".

Preegith Eknaligoda non è l'unico. "Sono più di 5mila - spiega Nimalka Fernando, attivista per i diritti umani - le denunce di scomparsa inviate dallo Sri Lanka alle Nazioni Unite. Il governo sostiene di aver indagato solo in 59 casi". Questi rapimenti vengono chiamati "sparizioni del furgone bianco", perché spesso avvengono alla luce del giorno, per mezzo di queste vetture.

"Le sparizioni - denuncia Udul Premarathna, attivista per i diritti umani - sono diventate parte del sistema: non sono più solo un modo per controllare e mettere a tacere la gente, ma un modo per governare". 

(Ha collaborato Melani Manel Perera)