Un dono per l’Anno della Fede la beatificazione del primo laico dell’India
di Nirmala Carvalho
Così mons.Peter Remigius, vescovo della diocesi di Kottar, sulla beatificazione di Devasahayam Pillai. Martirizzato nel 1752, l’uomo si è convertito dall’induismo al cattolicesimo nel 1745. La sua vita testimonia una “combinazione unica di devozione, coraggio e sofferenza”.

Mumbai (AsiaNews) - Un "dono" per l'Anno della Fede,  una "benedizione" e una "intensa esperienza di fede" per il popolo indiano: così mons. Peter Remigius, vescovo della diocesi di Kottar (Tamil Nadu), accoglie la beatificazione di Devasahayam Pillai, laico convertito del 18mo secolo. Il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, officerà la cerimonia il prossimo 2 dicembre. Per l'occasione, la diocesi di Kottar - dove nacque nel 1712 - organizzerà eventi speciali e servizi di preghiera.

Devasahayam Pillai sarà il primo laico indiano a essere beatificato. Secondo mons. Remigius, il martirio dell'uomo "rappresenta una combinazione unica di devozione, coraggio e sofferenza", che darà impeto al "dialogo interreligioso e multiculturale" nella "pluralistica società indiana".

Il dialogo interreligioso, spiega il vescovo, "richiede grande rispetto verso tradizioni religiose diverse dalla nostra; la libertà di praticare il proprio credo, e di seguire la propria coscienza, senza subire ostracismo o persecuzione. Anche dopo essersi convertiti". "Siamo tutti figli dello stesso Padre - aggiunge mons. Remigius -, e nessuno dovrebbe subire quanto patito da Devasahayam, martirizzato per aver voluto vivere la propria fede".

Originario del distretto di Kanyakumari, Devasahayam Pillai nasce in una famiglia indù di casta nair (i guerrieri) ed entra presto nelle grazie della famiglia reale di Travancore (le attuali zone meridionali di Tamil Nadu e Kerala). In questi anni l'indiano conosce Eustachius De Lannoy, capitano della marina olandese. Imprigionato dal re, ma presto liberato e nominato comandante delle forze armate di Travancore, è attraverso De Lannoy che Devasahayam si interessa alla fede cristiana. Nel 1745 l'indiano riceve il battesimo, diventando cattolico. La sua conversione porterà altri membri della sua famiglia ad abiurare l'induismo: per questo, secondo la ricostruzione storica, un sacerdote indù lo accusa di tradimento, facendolo allontanare da palazzo e rendendolo vittima di torture e supplizi. Nel 1752, Devasahayam Pillai viene ucciso, forse da colpi di pistola esplosi da soldati del re. Oggi le sue reliquie si trovano vicino all'altare della cattedrale di St. Xavier, a Kottar. 

 

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