Guangdong: giornalisti criticano la propaganda e la censura del Partito
di Wang Zhicheng
"Stuprata" la libertà di stampa. Sotto accusa il capo della propaganda provinciale che ha preteso la pubblicazione di un editoriale che osanna i risultati del Partito e ha tolto quello del giornale, che domandava l'applicazione della costituzione. Oscurata sul web la lettera aperta dei giornalisti; minacciati i loro microblog. Il pubblico teme che il giornale venga chiuso. La contraddizione fra le prediche di Xi Jinping, che esalta la costituzione, e la realtà delle province, governate in modo stalinista.

Guangzhou (AsiaNews) - I giornalisti di un settimanale del Guangdong hanno criticato in pubblico l'intromissione delle autorità dell'ufficio locale di propaganda che li ha costretti a pubblicare un editoriale che esalta i risultati del Partito, eliminando un articolo che elogiava invece la costituzione e ne chiedeva l'attuazione.

Il fatto è assolutamente nuovo. Di solito i giornalisti, temendo per il loro posto di lavoro, accettano in modo supino tutti i cambiamenti e le censure che il Partito impone. Questa volta hanno aperto una pagina in un blog e hanno firmato le loro critiche. La pagina è stata però rimossa e diversi di loro si sono buttati sui microblog personali per continuare le critiche a quello che loro definiscono "lo stupro" dell'autonomia editoriale del giornale.

Per tradizione, il primo giorno dell'anno, il Southern Weekly (Nánfāng Zhōumò) offre ai suoi lettori una serie di articoli sulle prospettive dell'anno nuovo.

Uno dei giornalisti, Su Yongtong, aveva preparato un editoriale che doveva essere di introduzione al numero. Il titolo era "Il sogno della Cina, il sogno del costituzionalismo", in cui si affermava che i cinesi potevano sperare di realizzare i loro sogni se si attuava la costituzione. L'attuazione della costituzione è stato uno dei ritornelli usati dal nuovo leader Xi Jinping durante e dopo il Congresso del Partito.

Ma un giorno prima della pubblicazione, il capo provinciale della propaganda, Tuo Zhen (v. foto), che è anche vicepresidente di Xinhua, ha obbligato il giornale a mettere al suo posto un altro editoriale, dal titolo "Perseguire i sogni", in cui si dice che il popolo cinese è più vicino nel realizzare i suoi sogni grazie al faticoso impegno del Partito.

L'articolo di Su è stato poi inserito, ma con titolo e contenuti cambiati. E anche alcuni riferimenti alla democrazia sono stati cancellati.

Nella lettera aperta - poi oscurata - i giornalisti fanno notare che l'editoriale imposto dal Partito contiene anche degli errori di storia.

Dopo che la lettera aperta è stata cancellata, molti giornalisti hanno espresso le loro critiche attraverso i loro personali microblog. Ma a 15 di loro sono giunte minacce e obbligo di cancellare l'argomento.

Oltre a manifestare una nuova coscienza nel mondo dei media, l'incidente mostra anche la contraddizione più grossa che Xi Jinping dovrà affrontare: le grandi e belle parole nei programmi ufficiali, affianco a una pratica vetusta e stalinista delle autorità locali, in aperto contrasto con le sue prediche.

Il giornale ha una forte tradizione di sostegno verso i cittadini e verso i loro diritti umani fondamentali. Ora il suo pubblico teme che il giornale verrà chiuso.

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