L'allarme del Patriarca: troppo pochi gli alunni che a scuola studiano l’ortodossia
di Nina Achmatova
Secondo Kirill, sui genitori degli studenti vengono fatte pressioni perché scelgano per i propri figli i corsi di Fondamenti di etica laica: solo il 23,4% sceglie la religione ortodossa. Le autorità politiche promettono di “risolvere” il problema.

Mosca (AsiaNews) - Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill si è detto preoccupato per il basso numero di studenti che nelle scuole della capitale seguono le lezioni di Fondamenti della cultura ortodossa. Il modulo rientra nel corso di Fondamenti delle culture religiose ed etica laica, diventato obbligatorio da settembre 2012 in tutte le scuole russe. All'interno del corso si possono scegliere diversi moduli a seconda del proprio credo (ortodosso, ebreo, musulmano, buddista) e, a quanto denunciato dal Patriarca, nelle scuole di Mosca si verificano pressioni sui genitori dei ragazzi, affinché per i loro figli scelgano i moduli più 'neutri' di Fondamenti di etica laica o Fondamenti delle culture religiose del mondo, piuttosto che quello sull'ortodossia. 

Come ha riportato l'agenzia Ria Novosti, parlando in una conferenza a metà gennaio, il Patriarca ha detto che solo il 23,4% degli alunni nella diocesi di Mosca ha scelto il modulo di cultura ortodossa. Si tratta del livello più basso nel distretto federale centrale. Kirill ha lanciato l'allarme, anche sul fatto che i genitori non sono liberi di scegliere a loro piacimento il corso di religione per i ragazzi. Alcuni presidi delle scuole, ha spiegato, hanno una visione sbagliata della laicità dello Stato e per questo incoraggiano i genitori degli studenti a non optare per le lezioni di cultura ortodossa.

Il capo della chiesa russa ha poi ammesso che lo stesso Patriarcato, che aveva spinto per l'introduzione dei corsi di "etica laica" nel rispetto delle famiglie non religiose, non si aspettava che sarebbero stati usati per "privare gli ortodossi della possibilità di studiare la loro stessa cultura". "Credo che queste distorsioni verranno corrette", ha detto, rivolgendosi ai rappresentanti delle istituzioni, assicurando poi allo stesso tempo che anche le preoccupazioni sulla qualità degli insegnanti verranno presto affrontate e risolte dalla stessa Chiesa.

Dal canto suo il ministro della Cultura, Vladimir Medinsky, intervenuto nella stessa conferenza, ha assicurato che "il sostegno alle organizzazioni che promuovono e praticano i valori storici e culturali tradizionali è tra gli obiettivi principali del governo" e ha promesso che il suo dicastero risolverà il problema posto dal Patriarca, confermando così la stretta collaborazione che lega il potere politico e la Chiesa ortodossa in questo momento in Russia.

Il capo dell'amministrazione presidenziale, Sergey Ivanov, ha poi ricordato che l'obbligo dell'insegnamento religioso nelle scuole medie è stato introdotto per assicurare ai ragazzi "non solo il loro sviluppo intellettuale, ma anche la loro maturità morale, con l'obiettivo di preservare l'indipendenza nazionale e promuovere le norme etiche di comportamento in un Paese multiculturale come il nostro". 

Secondo dati del ministero dell'Istruzione, il 47% degli alunni a livello nazionale ha scelto il corso di Fondamenti di etica laica, il 28,7% quello di Fondamenti di cultura ortodossa e il 20,3% i Fondamenti delle culture religiose del mondo. Minoritari restano gli insegnamenti dei fondamenti culturali dell'islam (5,6%), della cultura buddista (1,2%), e di quella ebraica (0,1%).

Stando a recenti i sondaggi, il 79% dei russi si dichiara cristiano ortodosso. 

 

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