Tra Nepal e Cina, il più grande contrabbando di tigri, elefanti e rinoceronti
di Kalpit Parajuli
Un rapporto della polizia nepalese svela che a Tinkar, al confine occidentale tra i due Paesi, passano gli animali rari destinati ai mercati cinesi. A giugno le forze dell’ordine hanno sequestrato cinque pelli e 50kg di ossa di leopardo, quattro scatole di denti di tigre e due di zanne d’elefante.

Kathmandu (AsiaNews) - Tigri, elefanti, rinoceronti e altri animali rari: è a Tinkar, al confine occidentale tra Nepal e Cina, che si trova il più grande snodo per il commercio illegale di specie protette tra i due Paesi. A scoprirlo la polizia nepalese, che dopo otto mesi di indagini il 4 giugno scorso ha presentato un rapporto, con il quale spera di sensibilizzare la comunità internazionale sul problema.

"Le forze dell'ordine - spiega Kunwar Kathayat, a capo delle indagini - possono arrestare gli esecutori materiali di questo tipo di commercio, ma non i mandanti, perché protetti dai leader politici locali".

I mercati cinesi sono la destinazione principe per questo tipo di commercio: nella cultura del colosso asiatico, gli animali rari - e le loro singole parti - hanno grande valore, come bene di lusso o come risorse per la medicina tradizionale. Agli inizi di giugno la polizia ha intercettato e arrestato quattro trafficanti, che portavano un carico da 50 milioni di dollari: cinque pelli e 50kg di ossa di leopardo; quattro scatole di denti di tigre; due scatole con zanne d'elefante.  

 

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