Giro di vite a Kuala Lumpur: 65mila migranti nepalesi rischiano l’espulsione
di Kalpit Parajuli
Nei prossimi tre mesi la Malaysia arresterà e deporterà i clandestini che lavorano nel Regno, circa mezzo milione di persone. Nel 2011 il governo aveva concesso un’amnistia di massa, ma molti non ne hanno approfittato per regolarizzarsi. Nel 2012-2013 sono arrivati circa 156.770 nepalesi.

Kathmandu (AsiaNews) - Più di 65mila lavoratori migranti nepalesi rischiano l'arresto e l'espulsione dalla Malaysia. A partire dal prossimo primo settembre, per tre mesi Kuala Lumpur ha intenzione di fermare e deportare il mezzo milione di clandestini che lavora nel Regno islamico. Il Nepal teme per i propri cittadini e chiede di concedere un periodo di tempo per permettere ai migranti di regolarizzarsi.

Nel 2011 il governo malaysiano aveva concesso un'amnistia di massa a tutti i lavoratori stranieri clandestini, per permettere loro di regolarizzare i propri documenti o di rientrare nei Paesi d'origine senza conseguenze legali. Tuttavia, spiega l'ambasciatore nepalese in Malaysia, Rishi Raj Adhikari, "molti [clandestini] vennero convinti dai loro datori di lavoro che non si sarebbero imbattuti in alcun tipo di azione legale, anche se avessero ignorato l'amnistia. Per questo, stiamo cercando di persuadere il governo malaysiano a dare loro un'altra possibilità".

La Malaysia è una delle prime destinazioni per i lavoratori migranti nepalesi: secondo l'ambasciata di Kathmandu nel Regno, circa 700mila cittadini nepalesi lavorano in Malaysia. Secondo il Dipartimento per l'impiego estero, nell'anno fiscale 2012-2013 Kuala Lumpur ha accolto 156.770 migranti nepalesi, rispetto ai 98.367 dell'anno precedente.