Iraq, il papa pellegrino "spirituale" nella terra di Abramo

Baghdad (AsiaNews) – Doveva comprendere anche Ur dei Caldei, la città di Abramo (l'attuale Tal al Muqayyar, nei pressi della città di Bassora) il pellegrinaggio sui luoghi della storia della salvezza, che il papa compie nel marzo del 2000. Ma l'impossibilità di assicurare la sicurezza del pontefice in Iraq, oltre alle imposizioni richieste dal regime di Saddam Hussein, impediscono a Giovanni Paolo II di recarsi nella patria del grande patriarca biblico.

Il pontefice rimedia a questa forzata rinuncia con due gesti significativi: il primo, il 23 febbraio dell'anno giubilare, con un pellegrinaggio "spirituale" compiuto in Aula Nervi a Roma.

Durante il rito - chiamato  Commemorazione di Abramo "nostro padre nella fede" - il papa prega davanti alla riproduzione della icona della Trinità di A. Rublëv, con i tre Angeli apparsi ad Abramo (cfr. Gen 18) e al segno di alcune querce, che ricordano le querce di Mamre del medesimo episodio, e una pietra a ricordo della altare del sacrificio di Isacco.

Il pontefice ricorda che "ad Abramo guardano non soltanto quanti vantano una discendenza fisica da lui, ma anche quanti si sentono sua discendenza 'spirituale', perché ne condividono la fede e l'abbandono senza riserve all'iniziativa salvifica dell'Onnipotente".

Il papa vive un secondo momento di riverenza alla terra di Abramo quando il 20 marzo del 2000 atterra ad Amman, in Giordania, per il suo pellegrinaggio giubilare in Terra Santa. Lo fa toccando un po' di terra di Ur e alcuni frammenti della casa del patriarca dell'Antico Testamento, portati da due vescovi iracheni giunti su invio del patriarca di Baghdad, Emmanuel Delly, per manifestare al pontefice la vicinanza dei cattolici d'Iraq al vicario di Cristo. (LF)

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