Indonesia: salgono a 15 i morti di Sinabung, massima allerta per altri tre vulcani
di Mathias Hariyadi
Gli esperti seguono con attenzione l’evoluzione di alcuni fenomeni eruttivi nelle Sulawesi e a East Nusa Tenggara. A North Sumatra si sono svolti i funerali delle vittime del vulcano Sinabung, fra cui quattro bambini. Almeno 22mila gli sfollati; le chiese della diocesi hanno offerto accoglienza e riparo ai sopravvissuti.

Jakarta (AsiaNews) - La Protezione civile indonesiana ha diramato lo stato di massima allerta per le aree circostanti tre vulcani ancora attivi nell'arcipelago, mentre la popolazione di North Sumatra ha celebrato i funerali delle 15 vittime (finora confermate) causate dall'eruzione di Sinabung.  Il livello 3 di allarme, spiega il portavoce della National Disaster Management Agency (Bnpb) Sutopo Purwo Nugroho, è il penultimo di una scala di quattro e indica che "un'eruzione o un disastro potrebbero verificarsi in qualsiasi momento". Sorvegliati speciali il Karangetang e il Lokon, nelle Sulawesi, e il Rokatenda nella provincia di East Nusa Tenggara.

Intanto resta al livello 4 l'allerta per il vulcano Sinabung, da mesi teatro di un'attività intensa che ha assunto proporzioni disastrose nel fine settimana. Esso sorge nel distretto di Karo, nella provincia di North Sumatra; il monte è alto 2400 metri e già nell'estate 2010 aveva ripreso l'attività dopo secoli di riposo (l'ultimo episodio risaliva al 1600), causando oltre 12mila sfollati e una densa coltre di fumo e nebbia. Nel settembre dello scorso anno le eruzioni si erano fatte sempre più intense, fino a generare un'allerta diffusa fra le autorità e la fuga improvvisa di migliaia di persone in cerca di riparo. 

La situazione è precipitata nel fine settimana, quando l'attività del vulcano ha raggiunto la massima portata con la fuoriuscita di una spessa coltre di cenere, fumo nero e lapilli. La nube ha ricoperto intere zone attorno cratere, provocando la morte di almeno 15 persone fra cui quattro bambini. Almeno tre i feriti gravi, con segni estesi di ustione su tutto il corpo; gli sfollati sono più di 22mila e una parte ha trovato rifugio in centri di prima accoglienza governativi, altri invece sono stati accolti nelle chiese e nelle strutture cattoliche della diocesi. 

Intanto infuria la polemica sulla Protezione civile che, a dispetto degli allarmi diffusi e della creazione di una "zona di pericolo" del raggio di 5 km, non ha impedito a un gruppo di studenti di avvicinarsi al cratere e rimanere coinvolti nell'eruzione.

In molti puntano il dito contro la "scarsa attenzione" dedicata dal governo e dai media al pericolo costituito dal vulcano; agenzie e giornali sono infatti concentrati sulle alluvioni a Jakarta e nell'isola di Java, facendo passare in secondo piano il dramma di Sinabung. Antonius Yudo Prihartono, un cattolico dello Java centrale, conferma ad  AsiaNews che la situazione resta "critica" e restano difficili i collegamenti a causa delle pesanti inondazioni. A distanza di giorni "centinaia di case sono tuttora sommerse dall'acqua" a Pemalang, a causa delle esondazioni del fiume Comal.

L'arcipelago indonesiano è formato da migliaia di isole e atolli immersi nell'Oceano Pacifico, in un'area detta dagli scienziati come "Anello di fuoco". Essa è caratterizzata da un'intensa attività tellurica e vulcanica, causata dalla collisione delle diverse placche continentali. Nella memoria della gente è ancora vivo il ricordo del devastante terremoto e del successivo tsunami che hanno colpito la regione nel dicembre 2004, con epicentro al largo dell'isola di Aceh, causando centinaia di migliaia di vittime in tutta l'Asia. Il 30 ottobre 2009, un altro forte sisma aveva interessato l'area di Padang provocando circa 700 morti. Oltre 180 abitazioni erano state rase al suolo. In queste ore gli esperti hanno classificato al "livello due di allerta" - casi da "monitorare con attenzione" - altri 19 vulcani sparsi per tutto il Paese.

 

 

INDONESIA_-_vulcano_eruzione.jpg