Due terzi dei deputati iraniani chiedono rispetto totale per l'obbligo del velo
In una lettera al presidente Rouhani denunciano "l'invasione culturale" che tenta di cambiare quanto stabilito dalla legge islamica. Ma a ottobre il presidente aveva chiesto alla polizia di essere moderata nell'applicazione delle prescrizioni del hijab e ha detto di recente: "Non possiamo portare le persone in paradiso a frustate"

Teheran - Misure più stringenti per assicurarsi che le donne siano "vestite correttamente" sono state chieste al presidente da 195 dei 290 deputati del Parlamento iraniano. In una lettera al presidente Rouhani i deputati, che rappresentano i due terzi di un parlamento dominato dai conservatori scrivono che "uno dei maggiori campi dell'invasione culturale" occidentale è il "tentativo di cambiare il modo di vestire delle iraniane riguardo al velo. Chiediamo di prendere le misure necessarie per imporre la legge".

Sotto accusa, a quanto riferisce l'agenzia ISNA, in particolare le trasmissioni via satellite che diffondono costumi occidentali.

In Iran, dalla rivoluzione islamica del 1979 una interpretazione della legge islamica obbliga le donne a coprirsi i capelli e a nascondere il corpo quando escono di casa, indipendentemente dalla loro religione. La norma è stata fatta rispettare dalla polizia che ha anche proceduto ad arresti e sanzioni.

Ma il nuovo presidente Hassan Rouhani, eletto nel giugno scorso, ha espresso il desiderio di ampliare le libertà sociali e a ottobre aveva chiesto alla polizia di essere moderata nell'applicazione delle prescrizioni del hijab e ha detto di recente: "Non possiamo portare le persone in paradiso a frustate", frase contestata dai conservatori.

 

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