Iraq, Maliki respinge le richieste per formare un governo di emergenza
Tale proposta sarebbe "un colpo di Stato contro la costituzione e contro la democrazia". I consiglieri militari statunitensi sono giunti nel Paese, gli Stati Uniti chiedono ai leader politici iracheni di superare le divisioni etniche e confessionali.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - Il primo ministro iracheno Nuri al Maliki ha respinto le richieste degli Stati Uniti di formare un governo di emergenza, per contribuire a contrastare l'offensiva dei ribelli sunniti jihadisti.

Tale proposta rappresenterebbe un "colpo di Stato contro la costituzione e il tentativo di porre fine alla esperienza democratica", ha sostenutp il primo ministro.

Gli Stati Uniti si sono appellati ai leader politici del Paese, chiedendo loro di superare le divisioni etniche e confessionali. Inoltre, le forze governative sono state in grado di riconquistare il territorio preso dai ribelli in questo mese.

In questi giorni, sono arrivati nel Paese quasi la metà dei 300 consiglieri militari statunitensi assegnati per aiutare le forze di sicurezza irachene.

Continua lo scontro iniziato mercoledì, sulla base aerea di Balad, circa 80 km  a nord di Baghdad. Inoltre, un attentato suicida fuori dal mercato principale della città settentrionale di Kirkuk ha lasciato almeno due morti e molti feriti.

La città è stata conquistata dai combattenti peshmerga curdi il 12 giugno, quando l'esercito iracheno è fuggito di fronte all'avanzata dei ribelli.

Almeno nove persone sono state uccise negli attacchi avvenuti nella città di Mahmudiyah, a sud di Baghdad.

 

 

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