Seoul, “emergenza nazionale” per la Mers: sei decessi e 87 casi di infezione confermati
Il ministero della Salute mette in quarantena più di 2.350 persone e chiude 1.900 scuole per motivi precauzionali. Il governo invita chi ha visitato le strutture colpite dal Coronavirus a presentarsi alle autorità. Critiche per la gestione della prima fase del contagio, che Seoul avrebbe cercato di insabbiare.

Seoul (AsiaNews) – Il governo della Corea del Sud ha confermato il sesto decesso causato dalla Sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers) e 23 nuovi casi di infezione, che portano il totale a 87. Con questi numeri,il ministero della Salute ha detto che si può parlare di “emergenza nazionale”. Il Paese arriva al secondo posto nella classifica mondiale con più contagi, superando gli Emirati Arabi Uniti e rimanendo sotto l’Arabia Saudita.

La Sindrome respiratoria mediorientale è provocata dal Coronavirus e si presenta come una patologia molto simile alla Sars che – divampata nel 2003 – ha ucciso almeno un migliaio di persone. Tuttavia, il virus della Mers sarebbe di gran lunga più mortale del precedente: difatti il tasso di vittime si aggira attorno al 50%, rispetto al 10% della Sars.

Il ceppo che ha colpito la Corea del Sud è esploso circa due settimane fa. Nonostante le critiche e le richieste della popolazione, il governo guidato da Park Geun-hye ha mantenuto in questo periodo un atteggiamento di “totale riserbo” sulle identità delle vittime e persino sulla loro posizione geografica. Secondo i critici, in realtà Seoul ha cercato di “insabbiare” l’avanzare della malattia (come fece la Cina durante la crisi della Sars).

Dopo il quinto decesso, l’esecutivo ha cambiato strategia. Il ministero della Salute ha aperto un numero verde d’emergenza e ha invitato “tutti coloro che hanno visitato i due centri medici di Seoul delle università Kyung Hee e Konkuk” a presentarsi per un controllo. Al momento le persone in quarantena sono poco più di 2.350 e le scuole chiuse per motivi precauzionali circa 1.900. 

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