Nuovo appello di Mordechai Vanunu: Basta restrizioni, voglio vedere mia moglie
Ottava petizione all’Alta corte di giustizia del tecnico convertito al cristianesimo che rivelò l’esistenza dell’arsenale nucleare israeliano. Libero dal 2004, non può recarsi all’estero. Per uscire di casa, deve avvertire 48 ore prima.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Per l’ottava volta, Mordechai Vanunu ha presentato richiesta all’Alta corte di giustizia perché siano rimosse le pesanti restrizioni a suo carico, disposte dal suo rilascio nel 2004. Il tecnico nucleare israeliano, cristiano, afferma che le accuse di aver danneggiato la sicurezza nazionale – con la rivelazione dell’esistenza di un arsenale atomico nel Paese – non sono mai state provate. Il tribunale dovrebbe esprimersi il prossimo mese.

Tra le restrizioni, Vanunu vorrebbe che fosse rimosso il divieto di viaggiare, che gli impedisce di fare visita a sua moglie in Norvegia. Convertito al cristianesimo con il nome John Crossman, l’uomo ha sposato la teologa Kristin Joachimsen lo scorso maggio. La coppia ha pronunciato i voti nella chiesa luterana del Redentore a Gerusalemme. La moglie è docente alla School of Theology di Oslo.

Vanunu, ex tecnico al Negev Nuclear Research Center di Dimona, è stato arrestato nel 1988 con l’accusa di alto tradimento e spionaggio, dopo aver divulgato dettagli sull’impianto al Sunday Times nel 1986. Egli ha passato 18 anni in prigione, di cui 12 in isolamento.

Oltre al divieto di viaggiare all’estero, se vuole uscire di casa Vanunu ha l’obbligo di informare le autorità 48 ore prima. Può parlare con cittadini stranieri, ma solo una persona alla volta, per non più di 30 minuti, in un luogo pubblico.

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