Ho Chi Minh City, scarcerato dopo cinque anni pastore mennonita
L’attivista era stato incarcerato per essersi battuto per il diritto alla terra nel delta del Mekong. Deve ancora scontare cinque anni di libertà vigilata ma non ha più diritto di residenza nella sua città e non ha una casa dove vivere.

Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Le autorità vietnamite hanno scarcerato il pastore mennonita Dung Kim Khai, alla scadenza dei cinque anni di prigione cui era stato condannato nel 2010 per aver “tentato di rovesciare il governo del popolo”. L’uomo è uscito dal carcere verso le 18 di ieri ed è stato accompagnato dalla polizia a Binh Thanh, distretto di Ho Chi Minh City. Il pastore deve scontare ancora cinque anni di libertà vigilata ma, come ha detto lui stesso a Radio Free Asia, non ha una casa dove risiedere. Le autorità, racconta, “non accettano che io non abbia un posto dove risiedere”.

Khai è stato arrestato nell’agosto del 2010 insieme ad altri sei attivisti per essersi battuto per il diritto del popolo alla terra nella regione del delta del Mekong, manifestando contro le autorità provinciali e nazionali accusate di aver sequestrato terreni e averli venduti a compagnie di costruzione. Nel maggio 2011, la corte di Ben Tre (nel sud del Paese), lo ha condannato a sei anni di prigione.

Il Vietnam riconosce la Chiesa mennonita nel Paese ma non il ramo gestito dal pastore, la cosiddetta “Chiesa della stalla delle mucche” che conta circa 10mila membri. La comunità prende il nome dal granaio che essa usa come ritrovo, dopo che le autorità hanno confiscato un precedente luogo di culto.

Nell’agosto 2011 la corte d’appello ha ridotto di un anno la pena inflitta a Dung Kim Khai. L’uomo ha sempre negato le accuse di aver tentato di rovesciare “il governo del popolo”, precisando che le sue critiche sono rivolte al “governo del Partito comunista”.