Alla fine Jakarta sceglie Pechino per il primo treno ad alta velocità
di Mathias Hariyadi
Dopo settimane di incertezze e scontri fra ministri, il governo indonesiano si affida alla Cina. Un progetto da 5,5 miliardi, che non richiede garanzie e oneri dello Stato. Tre anni i tempi previsti per la realizzazione. Si rafforza l’asse fra Cina e Indonesia in termini di economia e sviluppo.

Jakarta (AsiaNews) - Dopo settimane di incertezze e indecisioni, il governo indonesiano ha scelto fra Pechino e Tokyo a chi affidare la costruzione della tratta ad alta velocità che dovrà collegare (lungo una tratta di 150 km) la capitale Jakarta con Bandung, nel West Java. L’appalto del controverso progetto, fonte di discussione e liti fra vari ministri dell’esecutivo a Jakarta sulla sua opportunità, è andato alla Cina che ha soffiato l’opera al Giappone sul filo di lana. Solo Cina e Giappone si erano proposte di finanziare la linea ad alta velocità. Il progetto cinese non richiedeva garanzie da parte di Jakarta e avrebbe iniziato i lavori un mese dopo l’inaugurazione del cantiere. Tre anni i tempi di realizzazione previsti. La proposta di Tokyo – più avanzata in tema di sicurezza – necessitava di garanzie da parte indonesiana e richiedeva cinque anni di lavori.

Nei giorni scorsi il ministro indonesiano dello Sviluppo Sofyan Djalil è volato a Tokyo, con il compito di comunicare ai partner nipponici che la scelta è ricaduta sulla Cina. Egli ha spiegato che l’esclusione del Giappone è “definitiva” perché “viola” il modello di affari e i regolamenti previsti dall’Indonesia in tema di infrastrutture. 

Jakarta ha riflettuto a lungo sull’opportunità di realizzare il progetto e non sono mancati scontri fra personalità di primo piano dell’esecutivo. Tra i motivi di contrasto, l’utilità di un collegamento veloce in una tratta già ben servita con treni di linea che coprono il tragitto in circa due ore e mezzo (rispetto alle 5 ore di sei anni fa). E ancora bus, auto private e minivan che impiegano lo stesso tempo. 

Lo studio di fattibilità del progetto giapponese prevedeva investimenti per 6,2 miliardi di dollari e garanzie offerte dal governo indonesiano; il costo del progetto presentato dalla Cina si aggira attorno ai 5,5 miliardi e non richiede garanzie o investimenti di Stato da parte di Jakarta, secondo il modello business-to-business. 

La vittoria cinese nella gara di appalto per il terno ad alta velocità conferma una volta di più il rafforzamento del legame economico e commerciale fra Pechino e Jakarta. È di questi giorni la notizia di uno stanziamento di tre milioni da parte della Banca cinese per lo sviluppo (Cdb) a tre compagnie di Stato indonesiane; un credito frutto degli accordi stipulati da Xi Jinping e Joko “Jokowi” Widodo nell’incontro ufficiale del marzo scorso che ha toccato finanza, industria e infrastrutture. 

Del resto la rupia è ai minimi da 17 anni e l’industria rallenta, con 26mila posti di lavoro persi da agosto. Ecco perché, per rispondere alla crisi, nei giorni scorsi l’Indonesia ha cercato di rafforzare la partnership con Pechino invitando gli imprenditori cinesi a investire nel Paese. Infatti, analisti ed esperti di economia sottolineano che “la svalutazione della moneta è un’occasione per i capitali esteri”, ma potrebbe inasprire ancora di più le condizioni e i diritti dei lavoratori locali. 

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