Seoul, indagati due pastori protestanti: avrebbero "contatti illegali" con il Nord
I due, Choi Jae-bong e Kim Sung-yoon, sono membri importanti del gruppo “Ministri protestanti”. La polizia ha sequestrato i loro uffici e perquisito le case. Avrebbero contattato una spia di Pyongyang per aiutare una donna a ritornare in Corea del Nord, violando la Legge sulla sicurezza nazionale.

Seoul (AsiaNews) – La polizia sudcoreana ha sequestrato gli uffici e perquisito le case di due pastori cristiani protestanti, accusati di aver contattato un agente della Corea del Nord per aiutare una donna a ritornare a Pyongyang. L’Agenzia nazionale di polizia conferma i raid: “Stiamo cercando ogni prova utile a confermare l’incontro fra i pastori con i membri di una organizzazione anti-governativa. Si tratta di una violazione alla Legge nazionale sulla sicurezza”.

Questo decreto proibisce ai cittadini del Sud di contattare “in ogni modo” i nordcoreani senza la diretta approvazione e il coinvolgimento del governo. Inoltre sono proibite attività caritatevoli o che in qualunque modo possono beneficiare il Nord, a meno che non siano state vidimate dalle autorità.

I due pastori sono Choi Jae-bong e Kim Sung-yoon. Entrambi sono membri importanti del gruppo “Ministri protestanti”, con base a Seoul. Secondo le accuse, avrebbero contattato una spia del regime di Kim Jong-un per aiutare una donna, Kim Lyun-hee, che sarebbe stata costretta con l’inganno a passare il confine e ora vuole tornare al Nord. La Kim ha dichiarato di essere stata imbrogliata da un trafficante di esseri umani.

I due pastori non sono stati incarcerati ma sono comunque incriminati. Il loro gruppo ha emesso un comunicato in cui si critica la decisione della polizia, che sarebbe “un atto teso a sopprimere le attività religiose nel nostro Paese”.