La Via della Seta su ferrovia: arrivato a Lione il primo diretto da Wuhan

Dopo 16 giorni e 11.300 chilometri, il convoglio ha raggiunto la Francia dopo aver attraversato sei fusi orari: Kazakhstan, Russia, Bielorussia, Polonia e Germania. Il tratto dimezza i tempi di spedizione via nave e riporta sotto i riflettori “Una cintura, una strada”: il sogno commerciale di Xi Jinping, che vuole mettere all’angolo gli Stati Uniti commerciando senza intermediari con l’Europa.


Pechino (AsiaNews) – Dopo 11.300 chilometri, sette nazioni e sei fusi orari è arrivato a Lione il primo convoglio ferroviario che trasporta merci dalla Cina. Il viaggio è stato compiuto in 16 giorni, la metà di quanto avrebbe impiegato via nave, e rilancia la “Via della Seta” in diretta concorrenza alle vie marittime, dominate dalle esportazioni americane. I container hanno trasportato prodotti chimici, meccanici ed elettronici: fra qualche giorno ripartiranno alla volta di Wuhan – stazione di partenza – carichi di vino, frutta fresca e altri prodotti alimentari.

Il governo francese ha accolto l’arrivo del treno in pompa magna e ha annunciato “entro l’estate” il varo di tre collegamenti alla settimana fra le due città. La Trans Eurasia Logistics, compagnia cinese di trasporti che ha gestito la tratta, ha aggiunto da parte sua che entro l’anno saranno disponibili collegamenti ferroviari regolari fra 16 città cinesi ed europee: fra queste Bologna, Barcellona, Rotterdam e la finlandese Kotka.

È il frutto degli impegni stipulati nel marzo 2015 fra i ministri del Commercio di Pechino e di diverse nazioni europee, che hanno ipotizzato la “Cintura economica attraverso la Via della Seta” all’interno di un vasto progetto di interscambi commerciali. Si tratta di un sogno condiviso dal presidente cinese Xi Jinping, che l’ha ribattezzato “Una cintura, una strada”.

Si tratta di un complesso sogno geopolitico, che porta con sé moltissime implicazioni. Da una parte c’è la volontà di evitare la complessità bellica del Medio Oriente e il rischio pirateria nei mari che costeggiano l’Africa; dall’altra Pechino vuole rendersi il più possibile competitiva per emarginare l’esportazione di prodotti americani sul territorio europeo. Inoltre c’è da considerare la rivalità con l’India, che nella primavera del 2015 ha annunciato un’iniziativa marittima chiamata “la Via del cotone” per cercare di monopolizzare i porti delle nazioni dell’Asia meridionale e del sud-est.

Alice Ekman, ricercatrice presso l’Istituto francese per le relazioni internazionali, ha seguito da vicino lo sviluppo del progetto su ferrovia: “Si tratta di una strada che va in tutte le direzioni, tanto che alla fine la Cina spera di coinvolgere un totale di 60 nazioni, incluse quelle africane. Dal punto di vista finanziario, la tratta è finanziata dall’Asian Infrastructure Investment Bank, salda nelle mani di Pechino. Ma dal punto di vista geopolitico non sarà facile portarla a compimento”.