Sumatra, erutta il vulcano Sinabung: almeno sette morti
di Mathias Hariyadi

Il monte si è riattivato all’improvviso emettendo una densa nube di fumo rovente che ha colto di sorpresa gli abitanti della zona. Due feriti sono in condizioni critiche. L’accesso all’area è vietata, ma alcuni contadini continuano ad abitarla. Non si quanti fossero al momento dell’eruzione.

 


Jakarta (AsiaNews) – È di almeno sette morti e due feriti il bilancio dell’improvviso risveglio del vulcano Sinabung (nord Sumatra), che nella giornata di ieri ha iniziato ad emettere nuvole di fumo bollente che hanno investito le aree circostanti. Colte di sorpresa, le poche persone che vivono nei pressi della montagna non sono riuscite a fuggire. I due feriti sono in condizioni critiche.

Sutopo Purwo Nugroho, portavoce dell’Agenzia per la cura dei disastri ambientali (Bnpb), afferma che “tutti i sopravvissuti sono stati portati all’ospedale Efarina Etaham Kabanjahe”, situato a 25 chilometri dal luogo dell’eruzione. Le autorità stanno ancora cercando eventuali superstiti.

Tutte le vittime sono residenti del villaggio Gamber (distretto di Karo) e non è chiaro quante persone fossero sul luogo al momento dell’eruzione. L’area, molto vicina alle faglie del vulcano, è stata dichiarata dal Bnbp “zona rossa” e in essa ogni attività è proibita per ragioni di sicurezza. Nonostante il divieto, alcuni agricoltori continuano a recarsi a Gamber per coltivare vegetali e, per motivi economici, spesso si rifiutano di evacuare le proprie fattorie.

Negli ultimi anni, il Sinabung è tornato ad essere molto attivo dopo un silenzio di circa 400 anni. Il monte è alto 2400 metri e nell’estate 2010 ha causato oltre 12mila sfollati e una densa coltre di fumo e nebbia. Nel settembre del 2013 le eruzioni si sono fatte sempre più intense, fino a generare un'allerta diffusa fra le autorità e la fuga improvvisa di migliaia di persone in cerca di riparo. Nel febbraio del 2014, una nube tossica fuoriuscita dal cratere ha ucciso 15 persone.

L'arcipelago indonesiano è formato da migliaia di isole e atolli immersi nell'Oceano Pacifico, in un'area chiamata dagli scienziati “Anello di fuoco”. Essa è caratterizzata da un'intensa attività tellurica e vulcanica, causata dalla collisione delle diverse placche continentali. Oltre al Sinabung sono 18 i vulcani attivi in tutto il Paese, il più attivo dei quali è il monte Merapi (Yogyakarta).

Nella memoria della gente è ancora vivo il ricordo del devastante terremoto e del successivo tsunami che hanno colpito la regione nel dicembre 2004, con epicentro al largo dell'isola di Aceh, che ha causato centinaia di migliaia di vittime in tutta l’Asia. Il 30 ottobre 2009, un altro forte sisma aveva interessato l'area di Padang provocando circa 700 morti. 

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