Yogyakarta, estremisti islamici si ritirano: il santuario mariano resta
di Mathias Hariyadi

A metà luglio i fondamentalisti avevano chiesto la revoca del permesso di costruzione concesso dalle autorità a febbraio. La legale dei cattolici afferma che la decisione di ritirare le accuse è stata presa “per evitare il clima di tensione che si è creato fra favorevoli e contrari”. Dal 2009 la famiglia Binuko combatte per la realizzazione del luogo di culto.

 


Jakarta (AsiaNews) – Con una mossa a sorpresa, i 39 estremisti islamici che si opponevano alla costruzione di una replica della grotta di Lourdes nella provincia di Yogyakarta hanno ritirato la propria denuncia. La decisione è stata comunicata durante la terza sessione del processo nel tribunale della città. A metà luglio scorso, gli uomini si erano opposti alla volontà di una famiglia cattolica locale di donare il proprio terreno per l’edificazione del santuario di Giriwening, sotto la gestione della parrocchia di Santa Maria Vergine e Madre di Gesù di Wedi.

Agnes Dwi Rusjiyati, legale della parrocchia, afferma che la decisione di ritirare l’accusa è stata presa per interrompere il clima di tensione che si è creato nella comunità locale, ormai divisa fra favorevoli e contrari alla costruzione.

I musulmani chiedevano la revoca del permesso di costruzione (Izin Mendirikan Bangunan, Imb) concesso dal capo del distretto di Gunung Kidul lo scorso febbraio. L’iter per la costruzione di un luogo di culto non musulmano in Indonesia è complicato e possono trascorrere da cinque a 10 anni prima di ottenere le autorizzazioni.

Inoltre, se si tratta di un luogo di culto cristiano, serve il nulla osta di un certo numero di residenti (almeno 60), oltre che il consenso del capo-villaggio. I leader cristiani avevano deciso di mantenere il silenzio sul rilascio del permesso di costruzione, ma la cautela che non è bastata per scongiurare attacchi e intimidazioni dell’ala estremista islamica.

I primi passi per la costruzione del santuario risalgono al settembre 2009 per volere della famiglia Binuko e hanno ricevuto un’accelerazione nel 2011, in seguito alla visita dell’ex arcivescovo di Semarang mons. Johannes Pujasumarta. La zona è diventata popolare nel marzo dello stesso anno, quando decine di estremisti islamici hanno dato alle fiamme il punto in cui dovrebbe sorgere il santuario e bloccato i lavori.

Negli anni il santuario Giriwening è diventato meta di pellegrinaggio per centinaia di fedeli del Central Java, rilanciando il turismo religioso in tutta la zona.

Fonti locali spiegano che, il più delle volte, le frange fondamentaliste musulmane che denunciano la costruzione di luoghi di culto cristiani non sono locali ma vengono “da fuori”, manipolando questioni religiose con obiettivi politici.

Ieri è arrivata la notizia che due santuari mariani del Central Java sono stati oggetto di vandalismo da parte di ignoti.