La grande Veglia di Colonia: festa, preghiera, adorazione

Colonia (AsiaNews) - In uno scenario di mistica bellezza e semplicità Benedetto XVI è giunto questa sera alla collina di Marienfeld per celebrare la veglia con oltre 800 mila giovani da 190 paesi del mondo. Insieme a loro vi sono i vescovi tedeschi, vescovi dal mondo, cardinali e oltre 9 mila sacerdoti.

Il cielo di Colonia è infiammato con dolcezza dalle ultime luci del tramonto e la collina dove sorge il palco-altare è avvolta da migliaia di luci. All'arrivo del papa in automobile, è la festa e le grida. Ma poi, quando inizia la veglia, i canti, le danze, le luci spingono alla preghiera.

Dopo la preghiera del salmo 139 (accompagnato da superbi arrangiamenti musicali), seguono 2 testimonianze: un seminarista di Roma; una ragazza di Monaco.

Prima della Veglia, è giunta in processione la Croce della GMG. Il papa ha poi benedetto una campana che porterà il nome di Giovanni Paolo II. Su di essa è scritto:  "Dio ti rendo lode, Dio ti proclama. Il Santo Padre Benedetto mi ha consacrata; sarò chiamata Giovanni Paolo II". Un giovane ha cominciato a far uscire lunghi rintocchi; l'assemblea ha intonato un canone di Taizé, Laudate omnes gentes. Gioia, entusiasmo, raccoglimento pensoso e ricordo del sacrificio di Frère Roger si mescolano.

Dopo il Vangelo Benedetto XVI ha proclamato una poderosa omelia [che riproduciamo a parte]. Pronunciata in diverse lingue, è stata accolta da continui applausi.

La Veglia è continuata poi con la venerazione dell'icona della Madonna della GMG, con la preghiera dell'Ave Maria in diverse lingue e il canto dell'Acatistos,  un antico inno della chiesa d'Oriente. E' seguito poi il canto del Magnificat.

Prima della Celebrazione della Luce, un giocoliere argentino ha eseguito due numeri di abilità facendo volteggiare dapprima dei cappelli e poi alcune torce accese. Il papa si è soffermato con lui e la sua ssistente a lungo, benedicendoli.

Alcuni giovani, un ragazzo della Terrasanta e un giovane tedesco, hanno poi portato a Benedetto XVI "la luce di Betlemme", una torcia con la luce portata dalla grotta di Betlemme lo scorso Avvento. Cinque giovani - segno dei cinque continenti, sono partiti dal palco portando 5 luci nella grande spianata, segno del mondo intero.

Ancora un intreccio tra festa e preghiera nella processione eucaristica, preceduta da un gruppo di ragazze danzanti del Ghana. Dietro l'ostensorio, giovani portano i rotoli che contengono tutte le preghiere scritte dai loro coetanei in questi giorni.

E' seguita poi un'adorazione dell'ostia consacrata. Mentre il coro e l'orchestra cantano un canone di Taizé e alcuni canti tradizionali (l'Adoro Te devote di san Tommaso d'Aquino), gli 800 mila si inginocchiano in silenzio e alla fine applaudono. 

Il papa, prendendo l'ostensorio, ha benedetto l'assemblea nel silenzio, mentre si diffonde la musica del flauto e i rintocchi della campana "Giovanni Paolo II".

Un fatto nuovo, mai avvenuto nelle Veglie delle Gmg precedenti: l'ostia consacrata è stata portata nella tenda dell'adorazione, sul campo di Marienfeld. Durante la notte i giovani potranno passare momenti di adorazione, di preghiera e di silenzio.

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