Esplode autobomba a Beirut: 1 morto e 30 feriti
di Youssef Hourani
Due giorni fa la Banca centrale ha tolto il segreto bancario dai conti di 8 libanesi e alcuni siriani implicati nell'inchiesta per l'assassinio di Hariri.

Beirut (AsiaNews) – Un'autobomba è esplosa stanotte nel quartiere residenziale di Achrafieh, causando la morte di un anziano residente e il ferimento di almeno 30 persone. La bomba è esplosa intorno alla mezzanotte di ieri, nella zona di Jeitawi, vicino all'ospedale delle suore della Santa Famiglia (il cosiddetto "ospedale libanese").

Dal 14 febbraio, quando un'autobomba ha causato la morte dell'ex premier Rafic Hariri, vi sono state decine di attentati nel paese, soprattutto a Beirut e nei quartieri cristiani dell'est. Quello di ieri è il primo attentato in una zona residenziale. Osservatori mettono in luce questo ed altri gesti di terrore con l'attesa dei risultati dell'inchiesta Onu sull'assassinio di Hariri e sulla possibile implicazione della Siria.

Un testimone oculare, ricoverato in ospedale, ha dichiarato ad AsiaNews che verso le 23 (ore locali) di ieri sera ha visto due giovani che hanno messo due valigie sotto un'auto parcheggiata. L'esplosivo è scoppiato subito dopo i suoi avvertimenti ai residenti e alle forze dell'ordine.

Hassan Sabeh, Ministro degli interni, ha detto che per "questi criminali è giunta l'ora della verità e che pagheranno il prezzo di questi atti violenti contro il paese, contro Dio e contro gli uomini".

Il patriarca maronita Nasrallah Sfeir, che si trova a Saidet el Jabal per l'ultima riunione del sinodo maronita, ha espresso stamane il suo dolore e le sue condoglianze ai familiari dell'ucciso. Egli ha anche domandato alle forze dell'ordine di rafforzare il controllo per seminare maggior fiducia nei cuori dei libanesi.

La bomba è scoppiata  a un giorno dalla decisione della banca centrale di togliere il segreto bancario dai conti di 8 libanesi e alcuni siriani implicati nell'inchiesta per l'assassinio di Hariri.

La lista comprende il ministro siriano degli Interni, gen. Ghazi Kanaan, che ha lavorato come capo dei servizi segreti in Libano e il suo successore gen. Rustom Ghazaleh. Fra i libanesi, oltre ai 4 capi dei servizi segreti già arrestati all'inizio di settembre, vi sono Nasser Qandil, ex parlamentare filo-siriano,  e  il redattore capo del giornale Ad-Diyar, Charles Ayub, considerato vicino a Ghazaleh.