Seminaristi di Saigon: tra gli ultimi, ispirati dall’Evangelii Gaudium
di Joseph Nguyen Van

La Caritas ha coinvolto 30 seminaristi nelle sue iniziative.  La Chiesa ha istituito 22 centri missionari, le cui attività sono rivolte all’assistenza ed al sostegno di famiglie povere e bambini abbandonati nelle aree più remote della città.


Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Disabili, bambini abbandonati, orfani, anziani e famiglie migranti: il seminario maggiore Saint Joseph di Saigon (Ho Chi Minh City) dedica agli ultimi il programma pastorale estivo di quest’anno, nato in collaborazione con la Caritas dell’arcidiocesi. “Cerchiamo di mettere in pratica l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco”, dichiarano alcuni degli studenti ad AsiaNews.

Nel territorio ecclesiastico operano 336 sacerdoti diocesani e 288 religiosi. Essi servono circa 640mila cattolici, quasi l’8% della popolazione locale. Secondo le statistiche del 2016, i residenti ufficiali della città sono circa 8,3milioni, cui si aggiungono circa altri 4,5 milioni di non ufficiali. Tra questi vi sono anche 300mila immigrati cattolici. Ho Chi Minh City è uno dei più importanti centri economici del Paese. Sono tuttavia molteplici i problemi e le emergenze sociali che la Chiesa affronta nella sua missione.

L’arcidiocesi di Saigon ha istituito 22 centri missionari, le cui attività sono rivolte all’assistenza ed al sostegno di famiglie povere e bambini abbandonati nelle aree più remote della città. In un difficile periodo per l’economia vietnamita, anche numerose parrocchie sono impegnate in attività pastorali per gli ultimi, cattolici e non.

Dallo scorso 2 luglio, Caritas Saigon ha coinvolto nelle sue iniziative 30 seminaristi. Ciò consente agli studenti di migliorare il loro approccio alla cura dei bambini poveri, orfani o affetti da disabilità. Allo stesso tempo, i futuri sacerdoti hanno la possibilità di assistere anziani e malati. Attraverso il programma, essi vengono a contatto con la spiritualità, il metodo e le abilità comunicative della Caritas verso parrocchie e comunità dell’arcidiocesi, svolgendo e pianificando lavori sociali e caritatevoli.

Intervistato riguardo la sua esperienza nel corso di formazione, fratel John Thái dichiara: “Dopo aver preso parte al progetto sociale, ho sentito l'Amore di Dio attraverso i poveri, i disabili ed i bambini che vivono in situazioni molto misere. Ho imparato ad ascoltarli”. Vincent Khánh aggiunge: “Ho lavorato con il Bình Triệu Social Center, dedicandomi all’insegnamento. Dai bambini ho imparato il loro spirito di ottimismo e la loro innocenza”.

Joseph Martino Vinh ha preso parte alle attività del Thiên Phước Social Center, dove sono ospitati centinaia di bambini invalidi. “Essi hanno grande difficoltà a parlare ed esprimere i loro pensieri – racconta il seminarista – Tuttavia, attraverso giochi divertenti e storie pratiche, il nostro gruppo ha insegnato loro ‘l'umanità di base ed il Vangelo’. Devo imparare dalla mia esperienza per portare la Buona Notizia a questi bambini svantaggiati”.

Con i bambini disabili ha lavorato anche Joseph Dũng, presso l’Hoàng Mai Warm Shelter. “Questi bambini sono limitati nell'intelletto e nella comunicazione. Quindi, ho cercato di insegnare ad alcuni di loro un po' di musica e come suonare l’organo”. Peter Khoa ha “seguito suor Elisabeth Maria Tuyết per una settimana”. La religiosa è la responsabile per l’assistenza ai disabili dell’arcidiocesi. “Abbiamo visitato famiglie e bambini con paralisi cerebrale che vivono in alcune parrocchie della città”, afferma lo studente.

Dominique Nguyên conclude: “Abbiamo ammirato i volontari, semplici parrocchiani che si impegnano in questi apostolati. Abbiamo ammirato i genitori, che in silenzio sacrificano tutto per aiutare i propri figli. Essi hanno pregato, lavorato con gli assistenti sociali, con lo staff della Caritas per prendersi cura di bambini sfortunati con vero amore”.

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