Con Spotify musica e artisti palestinesi si aprono al pubblico mondiale

L’obiettivo della piattaforma musicale digitale è superare limite e chiusure. Resta però l’ostacolo legato a una rete internet di bassa qualità. Si tratta però del primo progetto dedicato per la Palestina e Gaza. Cantante palestinese: così possiamo superare le restrizioni ai viaggi, che impediscono di tenere concerti all’estero. 

 


Betlemme (AsiaNews) - Permettere a musicisti e artisti palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza di superare i propri confini, andare oltre limiti e chiusure e far conoscere i propri brani a una platea più ampia, nella regione e nel mondo. È questo l’obiettivo di un programma specifico lanciato di recente da Spotify, la piattaforma musicale digitale on demand che consente di accedere a milioni di canzoni e opere di case importanti discografiche ed etichette indipendenti. 

Suhel Nafar, musicista della città di Lod (Israele), editore musicale e culturale per il mondo arabo del servizio di streaming musicale, sottolinea che l’iniziativa intende creare “una piattaforma unica” che mette a disposizione “l’intero spettro della cultura e delle creatività arabe, passate e presenti” (a questo link si possono trovare alcuni brani). 

Esperti del settore spiegano che Spotify è la prima grande realtà del mondo della musica (e della rete) a lanciare un programma mirato e specifico nei territori occupati della Palestina; una iniziativa che permette ad artisti locali di raggiungere un palcoscenico mondiale, almeno a livello potenziale, a dispetto delle numerose sfide e difficoltà di vita quotidiana e nel far conoscere una musica spesso ignota al grande pubblico. 

“In quanto artista palestinese - spiega Bashar Murad, cantante palestinese che vive a Gerusalemme est - devo subire numerose restrizioni. Alcuni di noi non possono nemmeno viaggiare per tenere concerti o esibizioni all’estero”. Ecco perché questa nuova realtà, aggiunge, può contribuire molto alla diffusione della musica locale. “Poco dopo il lancio - conferma - i miei follower sono aumentati passando da 30 a quasi 6500”. 

Tuttavia, la mancanza di una connessione internet stabile e ad alta velocità - soprattutto per quanto riguarda la rete mobile dei cellulari - in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è destinata a creare difficoltà per gli utilizzatori nel quotidiano. “Dovrò essere a casa - racconta Mohammed Al-Susi, cantante rap di Gaza - o andare in un internet café, o ancora cercare una buona connessione per poter caricare i miei brani su Spotify”. 

Del resto i territori palestinesi sono la sola realtà del mondo arabo in cui non vi è una rete veloce 4G; per ovviare al problema, alcuni internauti si rivolgono a reti più affidabili nella vicina Israele. In Cisgiordania il 3G è arrivato solo lo scorso anno e a Gaza siamo ancora un gradino più in basso alla rete 2G. Avere un canale dedicato per musica e social per i territori palestinesi è un “qualcosa di significativo” conclude Murad, secondo cui “nonostante le restrizioni, possiamo unirci sui social”. 

 

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